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Bologna, 27 gennaio 2022 – Il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha depositato una risoluzione per impegnare la Giunta ad adottare la valutazione preventiva degli effetti climatici di tutti i provvedimenti regionali, compresi quelli che non abbiano evidenti correlazioni con il settore energetico e con le emissioni di gas serra. L’obiettivo dei Verdi è che la Regione possa stimare preventivamente gli impatti sula CO2 delle delibere e degli atti di programmazione affinché siano coerenti con le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Europa Verde chiede inoltre alla Giunta di riferire periodicamente nelle commissioni competenti gli esiti del monitoraggio annuale dei risultati conseguiti in materia di riduzione delle emissioni di gas serra allo scopo di riparametrare, in caso di scostamento dagli obiettivi iniziali, le azioni e i target previsti in successivi provvedimenti.
“La risoluzione depositata da Europa Verde punta a promuovere una svolta radicale nel campo della lotta ai cambiamenti climatici, che metterebbe la nostra regione in cima alla classifica di quelle più impegnate sul fronte del contrasto al global warming. Seguendo anche le nuove indicazioni europee che si ispirano al principio di “Do No Significant Harm” (non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali),  la risoluzione di Europa Verde sollecita l’amministrazione regionale a dotarsi di metodi di valutazione ex ante delle emissioni di CO2 equivalente su tutti i provvedimenti regionali, compresi quelli che non hanno correlazioni evidenti con il settore energetico, la mobilità e i trasporti e con attività notoriamente all’origine dell’emissione di gas serra, in modo da evitare deliberazioni che comportino emissioni climalteranti nascoste e non quantificate – afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vice-Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna -. Stando agli ultimi dati dell’inventario Arpae, l’Emilia-Romagna registra emissioni annue pro capite di CO2 equivalente pari a 8,4 tonnellate, una cifra nettamente superiore alla media nazionale che nel 2020 era di 5,0 tonnellate. La Legge europea sul clima approvata nel 2021 ci impone di ridurre del 55% le emissioni climalteranti entro il 2030 e di raggiungere la neutralità carbonica al 2050. Con il Patto per il Lavoro e il Clima la Regione Emilia-Romagna si è impegnata a sua volta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e il 100% di rinnovabili al 2035. Nel 2017 i consumi coperti da fonti rinnovabili erano però pari solo all’11% del totale. È chiaro quindi che bisogna correre e adottare in tutti i comparti dell’Amministrazione provvedimenti coerenti con gli obiettivi europei e regionali. Per questo come Europa Verde ci sentiamo impegnati, come forza di maggioranza, a portare contributi finalizzati ad accelerare la svolta ecologica e la decarbonizzazione della produzione e dei consumi energetici regionali, tenendone conto, come propone la nostra risoluzione, di tutti i provvedimenti da adottare”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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