Home > OPINIONI > Luce intensa sul finale
domenica-mattina

Tutto è come sempre, / il sole e di tanto in tanto la pioggia. / Per le strade una folla silente / da un luogo all’altro, giorno per giorno. / Così era l’anno scorso / il tempo scorre lento, secondo dopo secondo. / Le foglie volteggiano di albero in albero. / Dalle finestre aperte / si insinuano messaggi da mondi lontani.

Un accostamento irritante: nella foto un’immagine pressoché sdolcinata e romantica del delta del Po; accanto, un testo scritto da me, un tentativo di esprimere per iscritto sensazioni suscitate dall’estate passata. E il tutto dovrebbe essere un augurio di Natale. Cosa c’entra una cosa con l’altra?

Ho scattato questa foto una celestiale domenica mattina dell’estate scorsa, nella laguna di Comacchio, non lontano da Ferrara. Raramente mi è capitato di assistere a una luce così intensa e a una tranquillità così inebriante come in quei momenti di una mattina di settembre sulle rive del mar Adriatico. Momenti in cui si può persino dimenticare il mondo “là fuori”. Tutto è come d’abitudine nei mesi estivi: ci si gode il sole, la luce, la tranquillità, la natura e di tanto in tanto anche la pioggia. Un libro da leggere, una passeggiata, nuotare in mare, cibo di ottima qualità e vino ancora migliore. Nell’aria si insinua tuttavia una sorta di cambiamento imminente, a volte sottilissimo, come una foglia che cade da un albero e si posa su un altro albero o sulla terra.

Il giornalista svizzero Stephan Wehowsky ha espresso con parole perfette questa sensazione di un lento cambiamento: “Come e con quali strumenti possiamo aiutare i rifugiati che arrivano a milioni e la cui miseria supera ogni facoltà di immaginazione? La nostra vita quotidiana non è cambiata in alcun modo. I resoconti della stampa fanno parte del nostro consumo quotidiano come se non fossero altro che puro intrattenimento. Tuttavia qualcosa succede. Qualcosa che riguarda noi. Un velo ricopre tutto ciò che facciamo. L’orrore che ci circonda non fa eco nel vuoto. Ci rendiamo conto che quelle che credevamo essere le nostre normali abitudini quotidiane non sono più tanto normali. Questa quotidianità diventa sempre più una parodia del grigiore che ci circonda. E sentiamo che qualcosa di profondo è cambiato. Le nostre abitudini quotidiane erano solo una sorta di vacanza. Ci rendiamo conto che questa vacanza sta giungendo al termine”.

È forse possibile sollevare questo “velo che si posa su di noi” con l’arte, sia essa passiva o attiva, attraverso tentativi personali, di trovare altre e nuove forme di rappresentazione della realtà?
Ma “tutti sentono il bisogno dell’arte e della bellezza” (Joseph Roth). Il bisogno di una poesia, di una foto che ci riporta ai momenti di felicità di un giorno d’estate.

Traduzione dal tedesco all’italiano di Paola Baglione

Commenta

Ti potrebbe interessare:
PER CERTI VERSI
Apriti cielo
PER CERTI VERSI
Vecchi ricordi
PER CERTI VERSI
Per Artemisia
Cultura e arte ferrarese in lutto: scomparso l’artista Gabriele Turola

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi