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Lunedì 19 ottobre 2015, Anbinforma anno XVII n. 36

Tempo di lettura: 11 minuti

da: ufficio stampa A.N.B.I.

Maltempo: i Consorzi al lavoro da ieri

Toscana, si monitora la situazione
I Consorzi di bonifica della Toscana sono al lavoro per monitorare la situazione causata dalla recente ondata di maltempo, che ha colpito la Toscana. Uomini e mezzi sono stati subito messi in allerta per intervenire laddove necessario anche se molti dei problemi non li hanno riguardati direttamente. Molte delle criticità infatti sono state causate da problemi fognari e non da malfunzionamento del reticolo idraulico di fiumi e corsi d’acqua, che sono comunque stati tenuti strettamente sotto controllo.
Il Consorzio di bonifica Basso Valdarno (con sede a Pisa) ha avuto problemi  nel pistoiese e nella zona di Fucecchio. I dati di pioggia registrati  dal sistema di monitoraggio consortile, sono importanti: Montecatini mm.90 ; Pescia  mm.85; Avaglio mm.95. Criticità localizzate sul reticolo minore, in difficoltà nello smaltimento del notevole afflusso di acqua, soprattutto nella zona agricola, si sono regist! rate soprattutto nei comuni di Pescia, Uzzano, Massa e Cozzile, Montecatini Terme e Chiesina Uzzanese. Dalla mattinata di ieri sono state messi in funzione tutti gli impianti idrovori.
Nessuna criticità particolare per il Consorzio di bonifica Toscana Costa (con sede a Venturina, LI). Solo per la zona nord è stato attivato presidio sull’impianto della Paduletta a Livorno con telecontrollo e attivazione a distanza delle idrovore per garantire una migliore funzionalità.
Nessuna criticità particolare neppure nel territorio del Consorzio di bonifica Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) e del Consorzio di bonifica Toscana Sud (con sede a Grosseto).

Vincenzi: “La mancata manutenzione idrogeologica aumenta i rischi e le necessità finanziarie del territorio. I Consorzi di bonifica sono pronti ad intervenire”
“Ormai dobbiamo aggiornare i dati: intervenire per riparare i danni costa 10 volte di più di quanto sarebbe necessario per prevenirli. Dalle nostre elaborazioni si evidenzia che, in assenza di interventi strutturali, il fabbisogno per la salvaguardia idrogeologica è cresciuto, tra il 2014 e il 2015, di quasi il 5%.”
Ad affermarlo è stato  Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (Anbi), intervenuto alla sessione finale di “Blue Drop”, evento ospitato ad Expo Aquae Venezia.
“In Italia, l’opinione pubblica ha scoperto colpevolmente in ritardo il dissesto idrogeologico ed ora non si può certo aspettare 20 anni per realizzare le opere idrauliche necessarie. I Consorzi di bonifica hanno un patrimonio di quasi 3.500 progetti, realizzati con fondi propri e  perlopiù immediatamente cantierabili, che vengono messi a disposizione del Paese attraverso il Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, perché solo un territorio sicuro da alluvioni ed allagamenti può essere appetibile agli investimenti. Serve inoltre la sollecita approvazione della legge  contro il consumo indiscriminato di suolo, perché in Italia si continuano a cementificare 668 ettari al giorno. Noi – ha concluso il Presidente Anbi – la nostra parte, come sempre, la stiamo già facendo e le nostre progettazioni già applicano le compatibilit&agra! ve; ambientali previse dalle linee guida attualmente in fase di redazione. L’acqua deve essere solo una risorsa, non una minaccia.”

Toscana, bomba d’acqua
È proseguita giorno e notte l’attività di monitoraggio del reticolo idrografico di gestione da parte del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze): tecnici ed operatori consortili sono stati impegnati nella verifica e risoluzione di micro criticità localizzate, spesso dovute a carenze o malfunzionamenti infrastrutturali piuttosto che ad esondazioni di corsi d’acqua, i cui livelli pur avendo superato lo stato di guardia, sono stati tenuti perlopiù  sotto controllo grazie all’attivazione delle pompe idrovore. La “bomba d’acqua” scaricatasi su Pistoia  ha visto impegnate 2 squadre consortili sulla G! ora delle Piastrelle nella zona di San Piero in Vincio, dove sono stati attivati impianti idrovori in grado di smaltire la portata d’acqua. A preoccupare sono stati i livelli del torrente Brana e del  torrente Stella;  sono stati riscontrati diversi allagamenti di terreni, dovuti sostanzialmente alla incuria dei fossetti privati. Il personale operativo ha quindi proseguito nel monitoraggio del reticolo di bonifica, delle gore irrigue e del reticolo minore della pianura pistoiese, eseguendo la pulizia delle portelle di scarico delle griglie ferma-detriti principali. L’ondata di piogge è stata particolarmente abbondante nel pistoiese; la conoscenza del territorio e la reperibilità h24 hanno permesso all’ente consortile di regolare livelli e flussi dei corsi d’acqua principali, effettuando piccoli  interventi decisivi in situazioni di difficoltà localizzate.

Puglia, il Consorzio per la bonifica della Capitanata fa il punto della situazione
Le ultime piogge hanno messo a dura prova la rete idrografica dell’intera provincia di Foggia, mettendo in evidenza la fragilità del territorio; le precipitazioni sono state intense su tutta la Capitanata ed hanno interessato principalmente l’area del Subappennino Dauno al confine con la Campania, ma il disagio è stato avvertito anche nelle aree limitrofe all’abitato di Foggia per il difficile smaltimento delle acque meteoriche dalle strade. A seguito di richiesta telefonica della Prefettura di Foggia, l’ente consortile, pur  non avendo specifica competenza, è intervenuto con i propri mezzi per sbloccare alcuni ponti a servizio di strade del comune di Fog! gia su canali ex ONC; è stato inoltre impegnato in attività di monitoraggio lungo tutto il reticolo idrografico consortile, che ha registrato diffuse esondazioni in sinistra del torrente Cervaro. Maggiori criticità si sono registrate in agro di Ascoli Satriano, dove sono esondati i canali Carapellotto, Carapelle e Ponte Rotto. Anche sul canale Farano e sui canali in agro di Troia (S. Giusta, S. Paolo e Vulgano) si sono rilevate diverse problematiche. Le idrovore di Cervaro, Candelaro, Contessa  e Zapponeta sono state messe in funzione  per favorire lo smaltimento delle acque.

Toscana, dopo l’emergenza
Dopo l’allerta meteo, che ha visto in prima linea il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, Lu) sul territorio di Lucca, Piana e zona del Bientinese, è proseguito l’impegno dell’ente consortile per contribuire al rientro della situazione nella normalità. Con l’interruzione delle piogge, si è rapidamente sgonfiato il livello dei canali d’irrigazione della Piana: i tecnici e gli operai hanno compiuto  un’attenta perlustrazione del reticolo, provvedendo a rimuovere il materiale d’accumulo presente e a ripulire le griglie. Molte le zone che sono state oggetto di sopralluoghi per far fronte alle problematiche segnalate dai cittadini: a Parezzana, nel Capannorese, a Lammari. Gli oltre centosettanta millimetri cad! uti in Lucchesia in appena 2 giorni (un record per l’ultimo quarto di secolo) non hanno risparmiato danni agli argini dei corsi d’acqua e alle opere idrauliche: nella conta provvisoria si registra anche due frane, numerosi alberi caduti e ostruzioni lungo i rii. E’ stato avviato anche il pronto intervento sul Canale Ozzeri  a Meati,  a Pontetetto e a Verciano. Non ha mai smesso di funzionare il nuovo impianto idrovoro dell’Oltreserchio, inaugurato la scorsa estate dall’ente consortile (con sede a Viareggio, LU) sul Fosso Lobaco e che ha avuto il “battesimo del fuoco” proprio durante questa emergenza.

Vincenzi: “L’esperienza dei Consorzi di bonifica è un’opportunità per il futuro alimentare del pianeta, lo dice il dopo Expo”
“Se volevamo una conferma alla lungimiranza di alcune nostre affermazioni, la convention Expo dopo Expo: l’eredità di Milano 2015 ne è stata la prova: il nostro slogan  Il cibo è irriguo potrebbe essere assunto a manifesto dell’impegno planetario contro la fame.”
E’ stato questo il soddisfatto commento di Francesco Vincenzi, Presidente Anbi, alle conclusioni dei tavoli di lavoro per garantire la più significativa legacy alla kermesse milanese, che sta coinvolgendo milioni di persone nell’arco di sei mesi; l’Anbi è stata invitata (rappresentata da Laura Burzilleri, Direttore del Consorzio di bonifica ETVilloresi) al tavolo sul tema “Fino all’ultima goccia d’acqua”.
“Non solo – ha proseguito Vincenzi – la nostra presenza ad Expo, con il sistema irriguo esperto Irriframe, frutto della ricerca applicativa dei Consorzi di bonifica italiani, è stata quanto mai opportuna e significativa, ma altri temi all’ordine stanno dimostrando l’attualità del nostro operare: innanzitutto, la funzione anche ambientale dell’irrigazione, da cui dipende larga parte di quel paesaggio territoriale, riconosciutoci nel mondo; poi il tema del riutilizzo delle acque reflue, per il quale Anbi sta chiedendo con forza, al Governo italiano, il superamento di quelle normative, che stanno portando il Paese in infrazione comunitaria per il mancato rispetto di quanto previsto dalla Direttiva Acque; infine, la consapevolezza che le soluzioni non possono essere omogenee, ma devono essere declinate nelle singole situazioni a partire da obbiettivi comuni e cos’è questa, se non l’affermazione dei principi di autogoverno e sussidiarietà, già praticati nei Consorzi di bonifica? Concludere dicendo che i tavoli di Milano sono stato un importante momento di riflessione sul tema della risorsa acqua, è scontato; per noi è stato molto di più, cioè l’affermazione di un’esperienza, esempio nel mondo. Ora non siamo più solo noi a dirlo.”

Lombardia, il futuro dei navigli
Si è tenuto, a Cernusco sul Naviglio, il convegno “Navigli, Canali e Agricoltura – La riapertura dei Navigli a Milano”, organizzato dall’Associazione Riaprire i Navigli, che, dopo la presentazione di uno studio di fattibilità, è pronta a sostenere la possibile riapertura dei Navigli all’interno della Cerchia dei Bastioni con il coinvolgimento del mondo delle Istituzioni. Nel corso dell’evento è stato sottolineato come  la riqualificazione della Darsena di Milano  abbia permesso la riscoperta dell’acqua da parte della città; a realizzarla il Consorzio di bonifica  Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) che, interve! nendo al simposio, ha ricordato la complessità infrastrutturale dei Navigli, ramificati su un territorio estremamente vasto che va ben oltre la città di Milano; evidenziate anche le difficoltà degli agricoltori in questo momento di crisi, ribadendo la necessità, dinanzi ad ogni proposta progettuale, di tener in considerazione le loro esigenze.

Experia: buoni riscontri d’ascolto
Potrebbe rappresentare una pagina nuova nella comunicazione televisiva dell’ambiente, l’esperienza della serie Experia, prodotta da Rai Expo, andata in onda la scorsa estate su RAI 2 e che ha visto protagonisti principali anche i Consorzi di bonifica. Nonostante la tarda ora, infatti, le trasmissioni hanno raddoppiato gli ascolti della rete, evidenziando anche un pubblico fidelizzato. L’indicazione è emersa a a margine del festival CinemAmbiente a Torino, dove i documentari sono stati riproposti, presente il Responsabile Ufficio Comunicazione Anbi, Fabrizio Stelluto, intervenuto al successivo dibattito.

A concorso
Anche il Consorzio di bonifica Parmense (con sede a Parma) “torna in classe” e grazie all’Anbi Emilia-Romagna coinvolgerà migliaia di studenti di tutta la provincia nel concorso “Acqua e Territorio”, giunto quest’anno alla sua ottava edizione, che porrà al centro del dibattito i temi  della recente enciclica di Papa Francesco “Laudato si’ “. I giovanissimi studenti delle scuole Primarie e Secondarie di I grado del parmense dovranno ideare e produrre in classe, con l’aiuto dei loro insegnanti e del tutor tecnico del Consorzio, veri e propri progetti video multimediali.  Gli elaborati degli studenti, inviati all’ente consortile, dovranno pervenire entro il 18 Marzo del prossimo anno. In primavera poi i migliori lavori, alla presenza di ! tutte le classi regionali premiate, saranno premiati durante una giornata di festa.

Petizione
Il cambiamento climatico nelle zone di montagna sta esacerbando la povertà e avanzando ad una velocità preoccupante: le comunità di montagna sono, infatti, già tra le più povere e malnutrite del pianeta. Il cambiamento climatico sta avendo effetti disastrosi sulle montagne: i ghiacci si stanno sciogliendo, la disponibilità di acqua sta mutando, il rischio di disastri naturali sta aumentando. Anbi ha aderito ed invita a firmare la petizione per proteggere il loro futuro: http://chn.ge/1Lm8Fpk. Questa petizione è coordinata dal Mountain Partnership, un’alleanza delle Nazioni Unite, composta da 262 membri, tra cui governi ed organizzazioni della società civile, che si dedicano al miglioramento della vita delle popolazioni montane ed alla protezio! ne degli ecosistemi montani di tutto il mondo.

Per maggiori approfondimenti www.anbi.it

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