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Lunedì 8 febbraio 2016, Anbinforma anno XVIII n. 5

da: ufficio stampa A.N.B.I.

ANBI: DOPO LA LOMBARDIA E’ ALLARME IDRICO IN EMILIA ROMAGNA
“Le falde scariche come mai prima dimostrano che la situazione è di emergenza reale e rischia anche di generare conflitti tra i territori, se non si decideranno da subito precise norme di comportamento in situazioni di grave carenza idrica.” A rilanciare l’allarme dal territorio è stato Massimiliano Pederzoli, Presidente ANBI Emilia Romagna, evidenziando come anche i livelli idrici dei grandi invasi della regione, cioè le dighe di Molato, Mignano e Ridracoli, sono ai minimi storici di capacità.
“Il paradosso – ha aggiunto Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – è che in questo momento solo il Canale Emiliano Romagnolo (C.E.R.), deputato all’irrigazione, conserva disponibilità di acqua e quindi sta rifornendo i potabilizzatori di Ravenna-Bassette, Ravenna-Standiana e Forlimpopoli-Selbagnone, soddisfacendo le esigenze di consumo di oltre cinquecentomila abitanti. L’uso umano è l’ovvia priorità ma, nella perdurante assenza di piogge e riserve di neve in montagna, è opportuno determinare subito le compatibilità fra i diversi utilizzi i! drici, considerando che, entro poche settimane, inizierà la richiesta d’acqua dalle campagne, dove – ricorda il Presidente ANBI – si produce il cibo indispensabile alla vita ed all’economia agroalimentare del Paese.”
L’allarme dell’Emilia Romagna segue quello lanciato dalla Regione Lombardia, la cui “cabina di regia” già si riunisce con cadenza mensile; analoga scelta sta per essere intrapresa dalla Regione Veneto. Intanto i grandi laghi settentrionali rimangono abbondantemente sotto i livelli idrici medi stagionali; situazione fortemente deficitaria anche per la portata del fiume Po, la cui Autorità di Bacino ha già convocato una riunione, il 10 Febbraio, fra tutti i soggetti interessati.
Premessa alla ricerca delle compatibilità fra i diversi interessi gravanti sull’acqua – ha precisato ANBI – deve essere il riconoscimento della funzione anche ambientale dell’irrigazione, condizione prima per poter affrontare, in un quadro di equilibrio ecologico, la rideterminazione dei criteri del Minimo Deflusso Vitale nei corsi d’acqua.

VINCENZI: “LA RISORSA IDRICA E’ UN FATTORE DETERMINANTE PER L’ECONOMIA DEL PAESE”
“La questione idrica deve essere centrale per la crescita del Paese, perché la carenza d’acqua, risorsa indispensabile per l’84% del made in Italy agroalimentare, è un fattore profondamente economico. Invece, nell’affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici siamo colpevolmente in ritardo: la Direttiva Europea sulle Acque è del 2000; eppure ora siamo a rischio di infrazione comunitaria per carenze nella sua applicazione! Bisogna emanare subito i bandi per sbloccare i 300 milioni del Piano Irriguo Nazionale e poi concentrarsi per reperire risorse comunitarie, le uniche oggi concretamente disponibili.”
Lo ha affermato Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Teritorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto alla Fieragricola di Verona.
“Di fronte ai preoccupanti scenari di criticità idrica, che si stanno delineando per i prossimi mesi – prosegue il Presidente ANBI – è necessario istituire subito “cabine di regia” per la gestione dell’emergenza, cercando di contemperare le diverse esigenze a partire dal rispetto delle priorità di legge, nonchè ricordando che l’irrigazione serve a produrre cibo ed a salvaguardare l’ambiente attraverso il rimpinguamento delle falde. Non solo: se il territorio italiano è attrattivo per il turista, in buona parte lo si deve all’agricoltura, che lo mantiene ed alla disponibilità d’acqua, che lo vivifica. Per questo – ribadisce Vincenzi – la questione idrica è un fattore profondamente sociale ed economico.”

VENETO – DALLE EMERGENZE AD UNA GESTIONE PROGRAMMATA DELL’IRRIGAZIONE
Un “Piano regionale per l’irrigazione” per salvare l’agricoltura veneta dall’emergenza siccità già riconosciuta anche dalla Regione, che ha convocato, per il 12 Febbraio a Venezia, un tavolo di concertazione con tutti gli attori, che gestiscono la risorsa idrica. Una criticità che rischia di diventare perenne e mettere così in pericolo il patrimonio agroalimentare del Veneto (si rischia una perdita del 20-30%), che oggi è la prima realtà del Paese, con una produzione lorda vendibile di 5,5 miliardi di euro.
L’allarme e la proposta li ha lanciati, da Fieragricola a Verona, l’ANBI Veneto, presenti l’Assessore Agricoltura Regione Veneto, Giuseppe Pan ed i rappresentanti delle Organizzazioni Professionali Agricole ( Confagricoltura, Coldiretti e Cia).
Giuseppe Romano, Presidente Anbi Veneto, ha affermato: “Come ormai risulta evidente da alcuni anni, sono in atto significativi cambiamenti climatici, che alternano periodi estremamente piovosi ad altri particolarmente siccitosi; in entrambi i casi, però, ne conseguono gravi emergenze, che coinvolgono la società, le attività economiche e l’ambiente. Se il 2014 è stato l’anno più piovoso del più recente ventennio, il 2015 è risultato invece essere il più siccitoso in assoluto dal 1993, con riduzioni consistenti delle precipitazioni soprattutto nei mesi autunno – invernali, proprio quando l’acqua dovrebbe essere più abbondante e consentire il riempimento dei serbatoi montani e la ricarica delle falde.”
In Veneto, esiste una zona pedemontana e di alta pianura, ampia 200.000 ettari con irrigazione strutturata ed un’area di 400.000 ettari di media – bassa pianura con irrigazione di soccorso, che necessita di essere potenziata per rispondere alle esigenze di un’agricoltura moderna e specializzata.
Romano: “Come abbiamo sempre sostenuto in più occasioni, anche in sede di consultazione per il nuovo Piano Sviluppo Rurale, la razionalizzazione dell’uso dell’acqua in agricoltura, in risposta anche a quanto richiesto dall’Europa con la Direttiva 2000/60, può avvenire solo ed esclusivamente attraverso 2 azioni complementari: infrastrutturazione delle aziende agricole e realizzazione di adeguate opere irrigue di tipo consortile.”
I Consorzi di bonifica veneti hanno una progettualità irrigua per un ammontare complessivo di circa un miliardo e trecento milioni di euro; ad oggi, però, questi interventi sono difficilmente realizzabili a causa della mancanza di adeguati finanziamenti.
Ha concluso Romano: “Ricordiamo che le uniche opere realizzate negli ultimi anni sono state finanziate esclusivamente dal precedente Piano Irriguo Nazionale (P.I.N.) mentre, per il futuro, non esiste alcuna certezza in merito alla possibilità di poter accedere al nuovo Piano Operativo Nazionale anche per l’esiguità delle risorse messe a disposizione.” Inoltre i Consorzi di bonifica, in Veneto, sono stati esclusi sia dalle passate che dall’attuale (PSR 2014-2020) programmazione comunitaria.

CALABRIA – UN ESEMPIO ILLUMINANTE PER LA DIFFICILE CONGIUNTURA IDRICA NELL’ITALIA SETTENTRIONALE
Alla presenza del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è stata firmata, a Zagarise, la convenzione tra l’Amministrazione Comunale ed il Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese (con sede a Catanzaro) per la realizzazione di un invaso collinare nel comune presilano.
“L’accordo – ha commentato Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – assume un rilievo particolare, perché testimonia la strada, che i cambiamenti climatici indicano indispensabile anche per il Nord Italia a prescindere dalle attese ed ora annunciate precipitazioni, che danno ristoro, ma lasciano aperte le problematiche di fondo. L’opera calabrese, infatti, è progettata in un’ottica multifunzionale e costituirà una risorsa essenziale per tutto il comprensorio in caso di incendi boschivi, ma anche per l’agricoltura, il turismo, le attività ricreative e sportive. L’infrastruttura servirà a dare vita ad un microsistema in perfetta armonia con l’habitat ed il paesaggio circostante e quindi capace di essere attrattore di turismo. E’ a questo, c! he pensiamo – ha proseguito il presidente ANBI – quando chiediamo, da tempo, un Piano Nazionale degli Invasi, in cui convergano sia le grandi aree di laminazione delle piene, sia una rete di piccoli bacini collinari e di pianura: entrambi capaci di abbinare funzioni ambientali e di riserva idrica.”
L’invaso a Zagarise, alimentato dalle acque del fosso Mitta, avrà una superficie di oltre seimiladuecento metri quadri , una profondità massima di 6 metri ed una capacità di circa ventitremila metri cubi.
“L’opera – hanno affermato i firmatari – contribuirà ad aumentare la tempestività e l’efficacia degli interventi sul territorio oltre a garantire lo sviluppo sociale, agricolo e turistico del comprensorio grazie ad una politica di investimenti, che guarda alle aree interne come reale prospettiva di sviluppo.”

VINCENZI: “SICCITA’ ED ALLUVIONI SONO LE DUE FACCE DI UNA STESSA MEDAGLIA”
Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ha rilasciato la seguente dichiarazione all’agenzia ANSA: “La sensazione è che l’opinione pubblica non stia percependo la gravità della situazione che, permanendo le attuali condizioni meteo, ci troveremo ad affrontare entro poche settimane. Il paradosso degli acquedotti ravennati approvvigionati dall’acqua ad uso irriguo del Canale Emiliano Romagnolo dimostra, senza inutili allarmismi, come ad essere intaccate possano essere anche le riserve idriche ad uso umano. La situazione, che si sta delineando soprattutto nel Nord Italia ad iniziare da Lombardia, Emilia Romagna ,Veneto, ma anche in Sardegna ed aggravata dall’assenza di un cospicuo manto nevoso montano, rischia di avere gravi ripercussioni sull’economia del ma! de in Italy agroalimentare così come sui costi energetici e sull’industria turistica. Per quanto riguarda l’agricoltura, a “soffrire” dell’anomalia climatica oggi sono le orticole “a tutto campo” come le insalate, ma entro breve riprenderà anche il ciclo vegetale dei cereali. Di fronte a questo scenario, oggi più preoccupante ma già registratosi in anni scorsi, non possiamo che tornare a sollecitare la necessità di un Piano degli Invasi, che infrastrutturi soprattutto il Centro Nord come già avvenuto, nel corso degli anni nell’Italia Meridionale, dove bacini a riempimento pluriennale garantiscono l’approvvigionamento idrico anche in caso di annate scarsamente piovose; accanto a ciò, è necessario fermare la costante cementificazione del territorio, valorizzando altresì la permeabilità delle campagne. Il Piano degli Invasi, che sosteniamo, abbinerebbe funzioni di difesa idrogeologica a quelle di riserva idrica, trattenendo l’acqua quando piove per utilizzarla nei momenti di bisogno. Nel frattempo, da qualche anno, i Consorzi di bonifica si stanno attivando per ottimizzare l’uso dell’acqua in agricoltura, promuovendo, tra l’altro, la diffusione del sistema irriguo esperto Irriframe, capace di garantire un risparmio fino al 30% nel fabbisogno idrico per le colture.”

VENETO – LAVORI TERMINATI IN ANTICIPO
Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) ha terminato, con un anticipo di oltre quattro mesi, i lavori dello scolmatore di piena Limenella Fossetta, una grande opera attesa da tempo e che contribuirà in misura fondamentale alla sicurezza idraulica di Padova; rimangono da realizzare solo alcuni interventi di completamento, che non pregiudicano la funzionalità dell’opera.
Dal 31 luglio 2014, data di apertura del cantiere, i lavori sono durati circa un anno e mezzo. Si tratta di un’opera dal costo complessivo di 18.500.000 euro, realizzata con fondi pubblici e consorziali, fondamentale per la sicurezza idraulica dei quartieri Nord di Padova, dove risiedono circa settantacinquemila abitanti, più di un terzo della popolazione del comune. Il bacino del collettore Fossetta, interessato dall’intervento, ha un’estensione di 3.200 ettari, di cui il 60% urbanizzati.
Il nuovo scolmatore si sviluppa per 2 chilometri con una condotta interrata in cemento armato, che sottopassa l’autostrada e la tangenziale Nord fino a raggiungere il nuovo impianto di pompaggio delle acque nel fiume Brenta. L’opera consentirà di sottrarre acqua di piena per una portata di 4.800 litri al secondo.

LOMBARDIA – A DIFESA DEL SUOLO
Si è svolto a Bergamo un incontro tra i rappresentanti del Consorzio di bonifica Media Pianura Bergamasca (con sede a Bergamo), alcuni consiglieri regionali, rappresentanti di Regione Lombardia, Ster ed ANBI Lombardia, recatisi anche in visita al cantiere per la realizzazione della vasca di laminazione del torrente Lesina, già completata al 25% ed i cui lavori termineranno nell’Ottobre 2016 . L’opera, il cui costo complessivo è pari a € 3.225.000,00 (1.965.000 euro a carico dell’ente consorziale, il resto finanziato da Regione Lombardia) è di fondamentale importanza in quanto consente di trattenere le piene, riducendo il rischio di esondazione nei comuni di Ponte San Pietro, Presezzo, Bonate Sotto e Bonate Sopra. Consiglieri regionali e dirigenti consortili si sono poi recati nei pressi del centro di Bergamo per assistere agli interventi di pulizia nella Roggia Morlana.
Tra le fondamentali azioni realizzate nel 2015 dal “Media Pianura Bergamasca”, derivanti dall’accordo stipulato con la Regione Lombardia e che ha sancito il ruolo fondamentale del Consorzio di bonifica in qualità di ente attuatore delle politiche regionali in materia idraulica sul territorio di sua competenza, si segnalano: le opere per la laminazione delle piene e la riduzione del rischio di esondazione del torrente Morletta; il risezionamento e la pulizia idraulica del torrente Dordo; l’accordo per la gestione, da parte dell’ente consortile, dei corsi d&rsquo! ;acqua del reticolo idrico principale, che insistono sul comprensorio consorziale (torrenti Zerra, Morletta, Morla, Tremana e Fosso Bergamasco, per uno sviluppo totale pari a km. 88,217).

SICILIA – INCONTRO ANBI – CRACOLICI
“Sul domani dei Consorzi di bonifica siciliani è il momento del dovere delle scelte per la politica, perché il passato condiziona pesantemente il presente ed impedisce di guardare al futuro, negando al territorio dell’Isola le opportunità, garantite da enti consortili, gestiti con efficienza, applicando i principi di autogoverno e sussidiarietà.”
E’ questo l’impegno a conclusione dell’incontro svoltosi a Roma fra l’Assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia, Antonello Cracolici ed il Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), Massimo Gargano, accompagnato dal Direttore di ASCEBEM – ANBI Sicilia, Giovanni Cosentini.
“Siamo soddisfatti del colloquio avuto – ha commentato il Direttore Generale ANBI – avendo trovato nell’assessore Cracolici una persona dalla profonda conoscenza delle problematiche inerenti i Consorzi di bonifica siciliani, commissariati da decenni. La vicenda è complessa, ma il ritorno al regolare regime democratico di tali enti, in un’ottica di compatibilità economica nella gestione, è il primo passo per restituire ai siciliani la professionalità, la voglia di tornare al fare, che caratterizza l’attività dei Consorzi di bonifica in un settore importante come la prevenzione dal rischio idrogeologico, che ha profondamente segnato la storia anche recente dell’Isola. Accanto a ciò ci sono le grandi opportunità offerte da un’efficiente gestione dell’irrigazione, indispe! nsabile per quel made in Italy agroalimentare, di cui la Sicilia è un grande esempio. Ci sono infine le nuove opportunità delegate ai Consorzi di bonifica dall’Accordo Stato-Regioni nel campo della tutela ambientale e della produzione di energie rinnovabili. Speriamo davvero di essere alla vigilia di un pagina nuova, di cui ci mettiamo al servizio con rinnovata fiducia.”

UMBRIA – NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Il Consorzio di bonifica Tevere Nera (con sede a Terni), nel perseguire la propria politica di salvaguardia dell’ambiente e risparmio dei costi per l’energia elettrica, ha recentemente ultimato la realizzazione di un impianto fotovoltaico su di un terreno demaniale nel comune di Graffignano nel comprensorio di irrigazione del fiume Tevere. L’ impianto svilupperà energia elettrica per una potenzialità annua di circa 230.000 Kilowatt attraverso il posizionamento di 760 pannelli fotovoltaici. E’ora in fase di perfezionamento la connessione dell’impianto alla rete elettrica, che si prevede possa completarsi entro due mesi..
Il costo complessivo dell’intervento ammonta a circa quattrocentoventimila euro.

MARCHE – CONTRATTO DI FIUME ESINO: VERSO IL PIANO OPERATIVO
Riqualificare l’asta fluviale, tutelarne le risorse idriche, valorizzare l’ambiente, fare interventi di manutenzione e prevenzione contro il rischio idrogeologico, rilanciare l’intero territorio provinciale: sono questi gli obbiettivi del Contratto di Fiume per l’Esino che, dopo l’importante riconoscimento ottenuto al 10° Tavolo Nazionale sui “Contratti di Fiume”, continua a raccogliere consensi e anche il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) sta spingendo per arrivare al più presto ad un “Piano operativo”. L’idea è quella di creare un Protocollo d’Intesa tra tutti coloro, che hanno aderito al Manifesto, per trovare un figura di riferimento, che tiri le fila e consenta di realizzare il “Piano d’Azione” per arrivare presto ad una progettazione di ampio respiro, che possa intercettare le risorse europee, derivanti sia da specifiche misure del Piano Sviluppo Rurale sia, per la parte dei Comuni più a monte, da quelle messe a disposizione dei Gruppi d’Azione Locale. Al Contratto hanno aderito Comune di Jesi, Riserva Ripa Bianca, Comuni della Vallesina, Provincia di Pesaro, Regione Marche, ente consorziale, Wwf Italia, Legambiente Marche e Arkés.

PUGLIA – LIBERATE AREE OCCUPATE ABUSIVAMENTE
A seguito delle ordinanze di rilascio, adottate dal Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia), si è proceduto, con l’ausilio delle forse dell’ordine, alle operazioni di “accesso ed immissione in possesso” delle aree ex “ Valle da Pesca” in Manfredonia, detenute da terzi “sine titulo”. È stata un’azione necessaria e doverosa, che permette di completare interventi di particolare rilevanza ambientale previsti nel progetto LIFE “Interventi di conservazione degli habitat delle zone umide costiere del SIC Zone umide della Capitanata”, finanziato con fondi comunitari, di cui l’ente consortile è soggetto beneficiario, scongiurando così la paventata chiusura anticipata del progetto e la conseguente revoca del finanziamento.
L’area in questione fa parte di una vasta zona bonificata, che veniva utilizzata come “valle da pesca” e che, alla pari di altre aree nella stessa zona, era stata occupata illegalmente, gravata da costruzioni e coltivazioni abusive, con grave pregiudizio per il delicato equilibrio idrogeologico.

TOSCANA – AL VIA TAGLI SELETTIVI
Sono ai blocchi di partenza i lavori del Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) per il controllo e il diradamento della vegetazione lungo il Borro del Molinuzzo, il Drove di Cinciano ed il torrente Bozzone. La progettazione ha individuato la vegetazione arborea interferente il normale deflusso idrico, tenendo comunque conto degli ecosistemi presenti, nonché della valenza paesaggistica dei luoghi, nel rispetto delle “Linee guida per la gestione della vegetazione di sponde dei corsi d’acqua secondo criteri di sostenibilità ecologica ed economica” della Regione Toscana. In questo, come in altri casi, obbiettivi dell’ente consortile sono! gli alberi morti, stroncati o ribaltati in alveo, quelli malati e quelli con evidenti problemi di stabilità. I forestali percorrono il corso d’acqua, selezionando e marcando le piante da abbattere per coniugare prevenzione idrogeologica e tutela paesaggistica.

LOMBARDIA – PULIZIA DEI NAVIGLI
Stanno proseguendo le operazioni di recupero della fauna ittica secondo il calendario di “asciutte”, reso noto dal Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano): il personale consortile, in collaborazione con alcune ditte specializzate, è stato impegnato a Rozzano sul Naviglio Pavese, a Basiano sul Bereguardo, a Bernate Ticino e a Castelletto di Cuggiono per quanto riguarda il Naviglio Grande. In previsione dell’inizio dell’asciutta del Naviglio Martesana, l’ente consorziale ha convocato le associazioni ambientaliste attive sull’asta del canale per proseguire il percorso di dialogo e confronto avviato ormai da tempo.

VENETO – LE ASCIUTTE STAGIONALI
Il Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, PD) ha stabilito il calendario delle “asciutte” dei canali per l’anno 2016.
L’operazione di “messa in asciutta”, ripetuta ogni anno, serve per attuare le pulizie dei canali, preparatorie per la prossima stagione estiva, per lo svolgimento delle irrigazioni e per consentire il deflusso delle piene a seguito di piogge intense, saranno impegnati sorveglianti consorziali ed operai stagionali, appositamente assunti.
Con l’ “asciutta” dei canali (2.400 chilometri), concordata con un apposito programma insieme alle Province e alle associazioni dei pescatori per consentire il recupero della fauna ittica, viene svolta la manutenzione all’interno dei canali. E’ l’occasione per fare un appello a rispettare i fossi, non buttandoci dentro i rifiuti, ma considerandoli un elemento prezioso, patrimonio di tutti concorrendo così alla salvaguardia del territorio. Terminato il periodo di asciutta (diverso per ogni canale), l’acqua verrà regolarmente reimmessa. A differenza dell’anno scorso, quest’anno tutti i corsi d’acqua saranno posti “in asciutta” in modo turnato e non è da escludere che la siccità costringa a prolungare quanto programmato.

TOSCANA – I “MAGNIFICI” 7
Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, LU) sta rappresentando un’opportunità di crescita per un nutrito gruppo di giovani lavoratori del territorio: sono infatti impegnati da qualche settimana, presso l’ente consortile, 7 ragazze e ragazzi che operano, grazie al progetto della Regione Toscana “Garanzia giovani”, in funzioni al servizio dei cittadini (supporto agli uffici che si occupano dell’attività di manutenzione sui corsi d’acqua, ragioneria, catasto, ricevimento del pubblico, cura della corrispondenza in arrivo da parte degli utenti). L’esperienza, che l’ente consortile gestisce in stretta collaboraz! ione col Centro per l’impiego, rappresenta un giusto connubio tra attività lavorativa e formazione; complessivamente, presteranno servizio per 6 mesi.

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