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Margaret Mead una nuova visione dell’antropologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Da organizzatori

via Terranuova 12 /b
mercoledì 16 maggio 2018 ore 17

Margaret Mead
una nuova visione dell’antropologia

ne parla Giulia Maria Ciarpaglini

Nel corso del Novecento, l’antropologia è stata il settore di studi in cui si sono verificati più cambiamenti nel modo di affrontare la ricerca. Ciò è dovuto al numero sempre crescente di donne che si sono occupate di questa disciplina, della loro indipendenza di giudizio e del coraggio intellettuale con cui hanno sgombrato il campo da vecchi pregiudizi. Modificando, con occhi nuovi, l’approccio agli studi hanno posto nuove domande e di conseguenza hanno ottenuto risposte innovative che hanno aperto strade fino allora non percorse.
Margaret Mead, proseguendo il lavoro della sua maestra Ruth Benedict, è stata tra le studiose che più hanno contribuito a dare una svolta alle ricerche sul campo e, con le sue numerosissime pubblicazioni, diventate dei best seller, a sviluppare, nell’ambito dell’antropologia culturale, la cosiddetta antropologia di genere.

Giulia Maria Ciarpaglini, nata ad Arezzo vive da quarant’anni a Ferrara dove si era trasferita per lavorare sotto la guida di Antonio Slavich nel movimento di Antipsichiatria che ha portato, con la legge 180, alla chiusura del manicomi. Di quell’esperienza resta testimonianza nel suo libro Una stagione particolare, pubblicato dal Comune di Ferrara. Con le edizioni bolognesi “Ogni uomo è tutti gli uomini” ha pubblicato la raccolta di racconti Cronaca di mezzora e Si chiamava Trowta Burton. Quest’ultimo è la falsa biografia dell’autrice di Un segreto, anzi due da lei scritto con l’eteronimo Trowta M. Burton e pubblicato dalla edizioni Tufani. Sempre con le edizioni Tufani ha pubblicato, firmandolo col suo nome, Assassinio alla casa delle donne. Collaboratrice della rivista «Leggere Donna», è una delle socie più attive del Centro Documentazione Donna di cui dirige la biblioteca.

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