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Martedì 17 maggio proiezione del film ” El Club” al Cinema Boldini

Tempo di lettura: 3 minuti

da: Arci Ferrara

Martedì 17 maggio ore 21.00 – ingresso 5 euro versione originale con sottotitoli in italiano

Continua al Cinema Boldini l’appuntamento con la Rassegna di maggio dedicata agli inediti in versione originale con sottotitoli in italiano. Ad essere proiettato sarà El Club, quinta opera del regista cileno Pablo Larraín e vincitore dell’ orso d’argento, gran premio della giuria al Festival internazionale del cinema di Berlino.

Chiusi in una casa isolata in una piccola città sul mare quattro sacerdoti vivono insieme come in una sorta di prigione per espiare i peccati commessi in passato. Vivono osservando un regime rigoroso sotto l’occhio vigile di una custode, quando la fragile stabilità della loro routine viene interrotta dall’arrivo di un quinto uomo, appena caduto in disgrazia, che porta con sé il suo passato oscuro.
Nel libro della Genesi, Dio interviene in un indistinto universo tenebroso per separare la luce dall’oscurità e conseguentemente i cieli, la terra e le acque che daranno origine alla vita. Il nuovo film di Pablo Larraín si apre con un versetto biblico per introdurci in un mondo in cui la separazione tra luce e tenebre sembra non essere mai avvenuta. Si tratta di un mondo popolato da ombre umane che le bellissime scene iniziali, riprese in controluce, ammantano di un fascino misterioso. Tutto il film è avvolto in una penombra bluastra che rende tanto l’atmosfera sepolcrale di un presente su cui si allunga l’ombra del passato, tanto la protezione segreta sotto la quale vivono gli enigmatici membri del club, un gruppo di ex sacerdoti spiaggiati sulla costa cilena e raccolti in una sorta di casa-famiglia per penitenti. Con una secchezza stilistica e drammaturgica che non concede nulla al prevedibile né risparmia quanto necessario a tracciare un quadro preciso della situazione politica e sociale sul cui sfondo si svolge la vicenda narrata, Larraín ci cala in una notte eterna in cui è impossibile distinguere i buoni dai cattivi e in cui la giustizia sembra aver perso per sempre ogni diritto di cittadinanza.
El club è un lavoro di grande bellezza e solidità, che oltre a reggersi su una sceneggiatura e su una regia eleganti, può contare su un gruppo di attori la cui forza si esprime sia nella chimica d’insieme sia nelle singole interpretazioni. Anche questa volta, il regista cileno affida al suo attore di punta Alfredo Castro la parte di un uomo complicato, dalla storia e dalla psiche labirintiche. Insieme a lui ritroviamo anche Antonia Zegers, anch’essa presente in tutti i lavori precedenti di Larraín e Roberto Farías, nel ruolo di Sandokan, un vagabondo che scompagina gli equilibri del club destabilizzando allo stesso tempo anche le coordinate interpretative con cui lo spettatore si aspetterebbe di poter interpretare il suo personaggio.
Pur tragico per tema e ambientazione, il film diverte lo spettatore con il suo umorismo nero e dissacrante a cui fa da controcanto la colonna sonora con brani originali di Carlos Cabezas associati a passaggi solenni e oscuri di compositori come Benjamin Britten e Arvo Pärt.

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