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Medici emergenza sanitaria “Met” e Pandemia

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Da: Fabio Bergamini

MEDICI EMERGENZA SANITARIA “MET” E PANDEMIA, FABIO BERGAMINI (LEGA ER) E FRANCESCO CARITA’ (FERRARA CAMBIA): «CHE FINE HANNO FATTO I PROMESSI CONTRIBUTI PER I MEDICI DEL SERVIZIO EMERGENZA MET 118?». LA RISPOSTA IN UN QUESTION TIME IN REGIONE

FERRARA, 02 FEB. «Che fine hanno fatto i promessi riconoscimenti economici per i medici dell’assistenza sanitaria 118 “Met”, che hanno prestato il loro contributo durante la pandemia?». E’ un interrogativo che il consigliere regionale del Carroccio, Fabio Bergamini, ha presentato all’Assemblea Legislativa, chiedendo all’assessore alla Sanità, Raffaele Donini, di riferire urgentemente nel corso di un question time sui motivi che ancora non hanno permesso ai Met di ricevere il contributo promesso. Della vicenda si sta occupando, a livello locale, anche il consigliere Francesco Carità (Ferrara Cambia). «La Regione, durante il primo lockdown, annunciò di volere stanziare 65 milioni di euro per i riconoscimenti economici delle figure sanitarie impegnate nel Covid-19. Alla fine dei conti – dicono Bergamini e Carità – le risorse stanziate furono molte meno (secondo l’assessore Donini, circa 40 milioni provenienti dal bilancio regionale, pari a circa 1000 euro per dipendente; ndr). Tra l’altro, al lordo di varie imposte». Tra le figure che non hanno ricevuto alcun contributo ci sono, per l’appunto, i medici dell’assistenza sanitaria 118 Met, che la Regione aveva assicurato di voler includere tra i beneficiari dei contributi, anche durante comunicazioni intercorse con il consigliere Bergamini, durante l’estate: «L’erogazione sarà comunque garantita», era stato detto all’opposizione. In Assemblea Legislativa, quindi, si è avuta anche la rassicurazione di Donini, anche se ancora manca “lo strumento giuridico” e i tempi si sono allungati. «Ci auguriamo che stavolta le cose possano sbloccarsi presto – concludono Bergamini e Carità – e che tutti coloro che hanno prestato il loro operato nell’emergenza pandemica possano essere messi sullo stesso livello, per un fatto di equità e rispetto».

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