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Mercoledì 20/3 con il Giardino del Mondo alla scoperta dello stadio Paolo Mazza, cuore pulsante del quartiere Giardino

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Da: Ufficio Stampa Il Giardino del mondo

ell’ambito de’ “Il Giardino del mondo”, progetto vincitore del concorso “Io amo i beni culturali” edizione 2018 bandito da IBACN Emilia-Romagna, prosegue – mercoledì 20 marzo (ore 11.00) – il ciclo di visite guidate che conducono alla scoperta dello Stadio Paolo Mazza di Ferrara, cuore pulsante del quartiere Giardino, interamente ristrutturato nel corso dell’estate 2018.
Mercoledì, a visitare l’intera struttura, apprendendone altresì la storia che la caratterizza, saranno gli alunni della IV B e C della Scuola Primaria Govoni, preceduti (lo scorso mercoledì) dalla I B ed E del Liceo Carducci. Le visite proseguiranno altresì il 21 e 22 marzo coinvolgendo altre classi della Scuola Primaria Govoni (IV A e V B) ed il I livello sezione A del CPIA di Ferrara.
L’iniziativa è stata resa possibile dalla disponibilità dell’Assessore allo Sport Simone Merli, che ha messo in contatto i referenti del progetto con la Società SPAL. Il contatto è stato generato dal Direttore Generale SPAL Andrea Gazzoli, che ha successivamente incaricato Erika Antonioli, Responsabile Marketing. La gestione operativa è stata poi affidata ad Ilaria Bigoni dell’azienda Brain, detentrice dell’appalto per la gestione degli eventi SPAL organizzati all’interno dello Stadio Mazza di Ferrara.
All’inizio degli anni ’20 la SPAL “Associazione polisportiva Ars et Labor” utilizzava gratuitamente un’ampia zona di terreno dell’ex Piazza d’Armi (10.500 mq) per disputarvi le partite di calcio. Nel 1923, in occasione del decennale della propria costituzione, fece richiesta al Comune di una struttura stabile, sottolineando il suo ruolo importante nella promozione dello sport e della socializzazione. In un documento datato 14 luglio 1924 l’Assemblea generale dei soci della Spal inviava i più sentiti ringraziamenti all’Egregio Signor Sindaco, per il finanziamento della costruzione del campo sportivo e insisteva nella richiesta finanziaria di L. 100.000.
L’amministrazione, sollecitata anche da Italo Balbo, Presidente del Comitato ferrarese per le opere pubbliche, accordò il finanziamento richiesto e anche la Provincia provvide a versarne L. 50.000. Su disegno dell’ingegner Gandini, nell’ottobre 1925, iniziarono i lavori per la costruzione di un “impianto polivalente stabile per la pratica di diverse discipline”. Veniva incaricato per la costruzione il “Consorzio fra le Cooperative di Produzione e Lavoro”. Inizialmente l’area da destinare all’impianto era di circa 21.700 mq, ma venne ridotta a 20.700 mq in rispetto al piano regolatore del Rione Giardino; di questi, 750 mq furono destinati alla costruzione della casa del custode, tuttora esistente. L’anno successivo i lavori vennero interrotti per “difficoltà sopraggiunte”, legate anche alle calate fortune calcistiche della squadra cittadina, che si finanziava soltanto con i contributi dei suoi sostenitori. La continuazione dell’opera (tribuna in cemento armato e spogliatoi) fu affidata all’impresa Zaccarini su progetto dell’ingegner Carlo Savonuzzi, che si stava occupando del Rione Giardino nell’ambito della ricostruzione cittadina conosciuta come Addizione Novecentista. L’ufficio dei lavori pubblici aveva urgenza di riprendere immediatamente i lavori, perché Ferrara doveva avere il suo campo sportivo, come stabilito da una direttiva del Partito Fascista. L’impianto dell’acqua e il relativo allacciamento con la condotta esterna venne eseguito in economia dall’Ufficio tecnico del Comune, sezione Acquedotto, per avere un risparmio sulla spesa prevista per le tubazioni di L. 150.000
Il campo sportivo venne inaugurato il 20 settembre 1928 con una partita amichevole giocata tra la Spal e il Modena, che la Spal perse. La capienza iniziale si aggirava attorno ai 4.000 spettatori ed il pubblico era ospitato in posti per terra e su una tribuna di cemento armato coperta. La struttura era inoltre a carattere polisportivo: attorno al terreno erboso destinato al gioco del calcio si sviluppavano una pista per gare podistiche e, esterna ad essa, anche una per competizioni ciclistiche. Si poteva anche giocare a tennis. Il 2 giugno del 1930 iniziò il collaudo definitivo del campo sportivo da parte dello studio Muggia di Bologna che si concluse con la sua presentazione al Podestà il 4 dicembre 1930.
Oggi lo stadio ha subito varie modifiche, anche a causa delle fortune agonistiche alterne della squadra cittadina, che hanno richiesto un ampliamento dell’impianto, lasciando pochi elementi del progetto originario. Dal punto di vista strutturale, lo stadio Paolo Mazza di oggi si presenta come un impianto all’inglese, dedicato alla sola pratica calcistica: la capienza totale è di 16.134 posti numerati e dotati di seggiolino, suddivisi in quattro settori autonomi: 1° Tribuna sud, 2° Gradinata nord 3° Curva ovest e 4° Curva est.

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