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da: Responsabile Eventi Libreria Ibs.it Ferrara

Interviene con l’autore Fiorenza Bonazzi

Un’altra guerra, quella di eroi sconosciuti che rischiando la vita hanno salvato migliaia di opere d’arte. Le loro storie incredibili, che riguardano la Seconda guerra mondiale, la guerra civile spagnola ma anche conflitti più recenti, dall’ex Iugoslavia all’Afghanistan, sono ricostruite da Giannella in un affresco, che va ben oltre il racconto del lodevole film di George Clooney, “Monuments men”. Ci vorrebbe un altro film per raccontare le gesta dei tanti eroi sconosciuti – italiani, svizzeri, inglesi, spagnoli, tedeschi – che con pochi mezzi e spesso in condizioni disperate sono riusciti a salvare un patrimonio che altrimenti non avremmo mai più rivisto (ancora oggi 1653 pezzi sottratti all’Italia dai nazisti si trovano all’estero). Tante storie che arrivano fino ai giorni nostri, nuove testimonianze che, anche attraverso le opere degli artisti dell’Olocausto qui proposte per la prima volta in un inserto a colori, raccontano una realtà da non dimenticare.

Salvatore Giannella, nato nel 1949, giornalista, è stato direttore de «L’Europeo», di «Genius» e di «Airone». Nel 1999 ha scritto con lo storico pesarese Pier Damiano Mandelli il libro L’Arca dell’arte, che racconta la storia di Pasquale Rotondi, soprintendente delle Marche che nella Seconda guerra mondiale portò in salvo 6509 capolavori d’arte provenienti da tutta Italia ricoverandoli nella Rocca di Sassocorvaro. Allo stesso salvataggio ha dedicato la sceneggiatura del film-documentario per Rai Educational La lista di Pasquale Rotondi, che ha vinto il premio della presidenza della Repubblica all’Art Doc Film Festival di Roma 2005 come «miglior film dedicato all’arte italiana». Per la stessa Rai Educational ha scritto la sceneggiatura del film Odissea negli abissi, dedicato a Vassilj Arkhipov, il capitano della marina sovietica che durante la crisi dei missili a Cuba evitò lo scoppio della Terza guerra mondiale. Dal 1997 è tra le principali firme del settimanale «Oggi» per i temi della cultura e delle scienze. Cura una rubrica su «Sette», il settimanale del «Corriere della Sera». Sul sito Corriere.it firma una settimanale rubrica di buone notizie sotto la testata ritrovata della «Domenica del Corriere». Nel 2007 ha ricevuto a Rimini la medaglia d’oro del comitato scientifico del Centro internazionale ricerche «Pio Manzù», presieduto da Michail Gorbaćëv, «per aver alimentato la mente degli italiani chiarendo preoccupazioni, scovando personaggi e scavando nella storia e nelle storie, creando sostegni con racconti carichi di realtà e di favola». Ha curato La valle del Kamasutra, volume antologico per festeggiare i 90 anni del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra (Bompiani 2010), Consigli per un paese normale, raccolta di dialoghi con il maestro del giornalismo Enzo Biagi (Rizzoli 2010) e l’ultimo libro di Tonino Guerra, Polvere di sole (Bompiani 2012). Nel 2008 ha pubblicato con Chiarelettere il libro Voglia di cambiare, diario di viaggio nell’Europa eccellente. Alla stessa filosofia editoriale, la meglio Europa per un’Italia al meglio, è dedicato il suo blog Giannella Channel.

Mercoledì 11 giugno ore 17:30

Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino
Libreria IBS.it bookshop

Salvatore Giannella
presenta
Operazione salvataggio
Gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre
(Chiarelettere)

Interviene con l’autore Fiorenza Bonazzi

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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