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Messa natalizia con i detenuti, gli agenti e i volontari

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Massimo Manservigi

(Ferrara, 21.12.2020)
S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Carissimi detenuti, agenti e volontari ho desiderato questa celebrazione eucaristica con voi, come sacramento dell’amore di Dio, ma anche sacramento della fraternità, preparandoci a vivere il Natale. Saluto e ringrazio . Padre Tiziano e don Paolo, Don che concelebrano questa Eucaristia. L’Incarnazione è il mistero di un Dio che è Padre e che non rinuncia a inviarci suo Figlio per ricordarci che tutti siamo figli e fratelli. Il Natale, per usare le parole del Cantico dei Cantici che abbiamo ascoltato, è come passare dall’inverno alla primavera, per la nostra vita rinasce nell’incontro con la Vita, la Vita vera che è incarnata in un Bambino che nasce. Il Natale rinnova sempre: le parole, i sentimenti, i gesti. Anche in questo tempo di pandemia, in cui i legami si sono indeboliti, i rapporti quasi interrotti e la distanza ha fatto soffrire anche voi.
La pagina evangelica ci ricorda il gesto e la scelta di Maria dopo l’Annunciazione: visitare la cugina Elisabetta per aiutarla nella sua gravidanza. L’incontro con il Signore non ferma, blocca, ma mette in cammino, apre all’incontro con gli altri, costruisce gratuità e fraternità. Il gesto di Maria è un gesto di volontariato, di dono, di responsabilità di fronte a chi è in difficoltà. La gratuità nasce ovunque e non può essere fermata neppure dalle sbarre, perché rinnova il cuor dentro, libera dal male, dal risentimento e dalla paura, costruisce serenità e gioia. La gratuità prepara il Natale e lo accompagna. E forse è questo il senso dei doni a Natale: ci aiuta a superare individualismo ed egoismo, a condividere, a regalare gioia. La gratuità – scrive Papa Francesco – “È la capacità di fare alcune cose per il solo fatto che di per sé sono buone, senza sperare di ricavarne alcun risultato, senza aspettarsi immediatamente qualcosa in cambio” (F.T. 139). E proprio perché la gratuità, questo desiderio di fare cose buone, nasce da dentro di noi, possiamo costruirla e custodirla ovunque. A Natale, poi, scopriamo nel Figlio che nasce di essere figli e fratelli. Il Natale costruisce un pezzo di fraternità. Papa Francesco, nell’enciclica Fratelli tutti, ci ricorda proprio questo. Il mondo è una sola famiglia e ogni gesto di violenza, prepotenza, di divisione distrugge questa fraternità, mentre ogni gesto di unione, perdono, pace costruisce fraternità. “Oggi possiamo riconoscere che ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; – scrive papa Francesco – ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo perso il gusto della fraternità” (F.T. 33).
Cari fratelli, il Natale ormai vicino ci porti in questo tempo di pandemia il gusto della fraternità, la serenità e la gioia nel cuore. Il Dio con noi come un figlio e un fratello renda la nostra vita capace di uno sguardo di amore. E’ l’augurio che faccio a tutti voi presenti, a tutti i detenuti, gli agenti e volontari, e attraverso voi alle vostre famiglie. Buon Natale.

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