3 Febbraio 2017

Metti una sera tornando da teatro:
le strane sorprese della vita

Federica Pezzoli

Tempo di lettura: 7 minuti

Come reagireste se una sera, tornando da una piacevole serata a teatro o al cinema, aprendo la soglia di casa la trovaste completamente vuota? Niente più divano e tv dove rilassarsi, niente più libreria con i volumi accumulati in anni, alcuni ancora da leggere, niente più fornelli, pensili, pentole e stoviglie in quella che era la vostra cucina, niente più letto dove dormire, niente più armadio, con quel maglione che avevate appena acquistato e non avete nemmeno avuto il tempo di indossare, niente più spazzolino o dentifricio per lavarvi i denti la mattina. Vi trovereste sconvolti e persi pensando a ciò che avete perso? Oppure, dopo lo sgomento iniziale, ripartireste da capo cogliendo al volo la sfida lanciata dai ladri e dal destino?

Maria Amelia Monti
Maria Amelia Monti

È quello che succede ai Mr e Mrs Ransome, due coniugi di mezza età, ‘very british’, così convenzionali e abitudinari che di più veramente non si potrebbe: tornando da un concerto di Mozart trovano la casa completamente vuota. “Ci hanno rapinati”, esclama Mrs Ransome, scoprendo l’appartamento vuoto. “Svaligiati”, la corregge il marito, l’avvocato Ransome: “Si rapinano le banche. Le case si svaligiano”. Da questo colpo di scena iniziale prende il via una vicenda surreale su come ognuno di noi affronta in un modo che è tutto e solo suo i piccoli grandi cambiamenti che la vita ci costringe ad affrontare.
“La vita è tutta nel cambiamento, nel movimento imprevisto, in quella vertigine che ti dà il vuoto”. Così la regista Serena Schincaglia riassume il significato di ‘Nudi e crudi’, il racconto di Alan Bennet che lei ed Edoardo Erba hanno portato a teatro, l’unico adattamento con l’imprimatur ufficiale dell’autore. Da oggi a domenica ‘Nudi e crudi’ è sul palco del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara. Protagonisti due attori molto conosciuti e amati dal pubblico, non solo teatrale, Maria amelia Monti e Paolo Calabresi, affiancati dal giovane Nicola Sorrenti.
Alla vigilia del debutto ferrarese, abbiamo intervistato Maria Amelia Monti.

Ci spiega il titolo: ‘Nudi e crudi’?
L’adattamento di Edoardo Erba ha mantenuto il titolo italiano del romanzo di Alan Bennet da cui è tratto. Il signore e la signora Ransome sono una coppia che magari ha 45-50 anni, ma è come se fossero novantenni da quando avevano 20 anni: la tipica coppia della borghesia inglese, noiosa, pedante, abitudinaria, moralista. Una sera tornando da un concerto di Mozart trovano la casa completamente ripulita, non ci sono più nemmeno moquette, lampadari, interruttori della luce. Partendo da questa mancanza di oggetti, che per i due personaggi sono anche punti di riferimento, Bennet descrive e narra come reagisce la donna e come reagisce l’uomo, rimanendo a dire la verità sempre un po’ dalla parte della donna.

Quindi una reazione diversa a questo svuotamento, che non è solo materiale?
Sì. La donna, dopo una prima reazione di sgomento, utilizza questa situazione come un’opportunità per rinascere, partendo anche da piccole situazioni quotidiane: va al pub a farsi una birretta, si diverte a comprare mobili da campeggio, vorrebbe risvegliare la sua vita coniugale, gira per musei come se fosse una turista. Lei vive questa mancanza di cose come una libertà, meglio una liberazione. L’uomo, invece, non ce la fa proprio, è molto più metodico, comincia subito a pensare a come farsi dare i soldi dall’assicurazione, tenta di ritrovare ciò che è stato rubato: il suo è il tentativo di ricostruire quello che c’era prima. Il problema è che così non è più sintonizzato con la moglie, che è andata avanti, è cresciuta e ha scoperto cose nuove, lui invece è rimasto come vincolato alla situazione di prima: per questo non si trovano più. La signora Ransome però spera fino all’ultimo di riuscire a rivitalizzare il rapporto, anche se i suoi tentativi non andranno a buon fine: è come se Bennet ci volesse dire che le donne sono più abituate e reagiscono meglio ai cambiamenti e alle trasformazioni della vita rispetto agli uomini.

Ecco spiegato perché ‘nudi’, per quanto riguarda ‘crudi’ invece?
Credo si riferisca a loro come coppia, perché il testo tratta anche del rinnovare e dell’avere il coraggio di far ripartire un rapporto di coppia, di parlarsi, rinnovarsi e crescere insieme.

Quali punti di contatto ha con il personaggio della signora Ransome?
Con tutti i personaggi che interpreto tento di trovare punti di contatto perché abbiamo dentro tanti aspetti, tante sfaccettature della personalità e quando si recita è come andare nel solaio per cercare quello che serve per vestire e dar vita a quel dato personaggio. La signora Ransome è la tipica signora inglese, però grazie alla scrittura di Bennet, si possono aggiungere altre sfumature. A me è molto simpatica perché fa tutto con il senso del dovere della brava moglie, ma possiede anche un’ingenuità e una schiettezza di fondo che riescono a stupire.

_DSC1827-phMarinaAlessibis
Foto di Marina Alessi

Com’è lavorare con Paolo Calabresi? So che non è la prima volta che recitate insieme
Io e Paolo ci siamo conosciuti girando ‘Distretto di polizia’: io facevo la poliziotta milanese e lui il romano. Ci siamo subito trovati insieme perché, nonostante forse molti ci conoscano di più per i ruoli in tv, entrambi abbiamo una lunga esperienza in teatro. Io faccio teatro da quando avevo 19 anni e lui ha iniziato a lavorare con Strheler al Piccolo. Abbiamo una ‘educazione teatrale’ comune e nello stesso tempo la spregiudicatezza che ti dà lavorare anche per il piccolo e il grande schermo. C’è molto rispetto e molta fiducia, lavoriamo insieme sulle battute e sul modo di creare situazioni che facciano ridere.

Ci parli di Nicola Sorrenti, l’altro componente del trio in scena…
Nel racconto di Bennet ci sono tanti altri personaggi minori che interagiscono con i coniugi Ransome: Serena Sinigaglia ed Edoardo Erba, la regista e lo sceneggiatore, hanno deciso di farli fare a un solo attore e di farlo diventare anche una sorta di narratore. In questo modo è come se ci fosse un gioco di teatro nel teatro oppure come se il pubblico assistesse a una sorta di esperimento che ha come cavie i signori Ransome. Nicola non cambia personaggio di volta in volta, ma li cita, li narra, è come se fosse una sorta di spiritello diabolico che mette alla prova e si burla dei coniugi.

Il racconto e i personaggi di questo spettacolo sono molto ‘british’, come del resto è inglese l’autore. Lo spettacolo ha ormai iniziato il suo secondo anno di tournée (ha debuttato a Roma nel gennaio 2016, ndr): come reagisce il pubblico italiano a tipiche situazioni dello humor inglese?
Il pubblico italiano reagisce benissimo e la cosa entusiasmante è che i più divertiti sono i giovani. Bennet è un autore di più ottant’anni che riesce a scrivere in sintonia con i giovani: io ho tre figli e Calabresi ne ha quattro, perciò abbiamo avuto modo di testare il suo successo sui ragazzi. È un fatto abbastanza strabiliante perché in realtà questo spettacolo parla di due signori di mezza età. La scrittura di Bennet e le situazioni da lui create sono surreali e al tempo stesso molto plausibili, perciò potrebbero accadere realmente e i ragazzi sono molto sensibili a questo tipo di humour.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Federica Pezzoli

Federica Pezzoli

Ti potrebbe interessare:

  • fiume bambini pesca alberi

    Agosto 1959 – Gli zufoli di Sambuco

  • La lingua corrotta della campagna elettorale

  • I SIMBOLI ELETTORALI SONO 101
    ma milioni di italiani restano senza rappresentanza

  • Per certi versi /
    La pineta di Volano

  • L’Angelo della conoscenza

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

  • La Fiamma

  • Le storie siamo noi

  • esperto, sapiente, lettore accanito

    Il Governo dei Migliori e i Migliori tra i docenti.
    La grottesca lotteria inventata dal ministro Bianchi.

  • PENSARE COME UN ALBERO
    Vita (d)alla finestra

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi