Home > IL QUOTIDIANO > Miele e artigli, i due volti della Lega

Matteo Salvini è nervoso e nega tutto. L’uomo che fa i comizi con il rosario in mano giura che non sa niente di ciò che fa il suo fedelissimo Savoini, anche se negli incontri importanti è sempre al suo fianco. Ora attendiamo gli sviluppi dell’inchiesta della procura di Milano. Ah, che problema questi giudici ficcanaso! Aveva ragione Berlusconi a dire che chi fa il magistrato è matto. Hanno ragione Orban e Putin a gettare nel pattume il liberalismo e la divisione dei poteri. Così immaginiamo che farnetichi il ‘comandante’. Però, forse, siamo all’inizio di qualcosa di nuovo. Le battute sarcastiche di Salvini non fanno più ridere. Ormai è chiaro che la questione dei finanziamenti occulti è il lato buio della Lega. Prima lo scandalo dei 49 milioni di euro rubati ai cittadini, ora l’inchiesta sull’ipotesi ‘moscopoli’.
E nei territori dove governa la Lega cosa succede? Qui a Ferrara il sindaco Fabbri procede come se provenisse da Marte. Il suo stile è sereno e rispettoso. Ascolta e si incontra con tutti. Sembra non c’entri nulla con la Lega del suo capo, proprio ieri di nuovo a Ferrara. Ma nella Lega ferrarese non la pensano tutti come lui. Per esempio il neo-consigliere comunale leghista Alcide Mosso va a testa bassa contro il vescovo Perego perché difende chi salva gli immigrati in mare. E usa un linguaggio violento e offensivo che già ha procurato una querela al suo capo da parte di Carola Rackete. E della nuova ministra della Famiglia, Alessandra Locatelli, cosa ne pensa il sindaco che ha ricevuto le dirigenti di Arcigay e Arcilesbica? Immagino che Fabbri non ignori il curriculum indecente della nuova titolare del ministero della Famiglia che, non a caso, ha dedicato la sua prima dichiarazione all’esaltazione del convegno internazionale di Verona, divenuto famoso per la criminalizzazione di ogni diversità e differenza.
Un altro atto pubblico mi ha positivamente colpito: il sindaco ha ricevuto Ndileka Mandela, nipote di Nelson Mandela e ha parlato di libertà per tutti e rispetto per ogni vita umana. Importante è stata la presenza della nuova assessora alla Pubblica Istruzione Dorota Kusiak all’inaugurazione della scuola primaria di Francolino intitolata a Nelson Mandela. Carissimi Sindaco e Assessora, cosa c’entra la vita di Nelson Mandela con le imprese razziste della neo-ministra Locatelli? La vostra compagna di partito è diventata famosa per la guerra feroce a poveri e migranti fatta a Como come vicesindaca. Ha fatto togliere le panchine da piazza San Rocco, ritrovo per stranieri, e le ha fatte disinfestare. Ha spedito le idropulitrici sotto i portici di San Francesco a sparare getti d’acqua contro i senza tetto. E ha avvertito i concittadini: “Non date un euro ai mendicanti!”, perché è convinta che l’indecenza non sia la povertà, ma i poveri.
Non ho mai tifato per ‘il tanto peggio, tanto meglio’, per cui preferisco (per ora) la versione leghista ferrarese a quella nazionale del prepotente Salvini e della ministra razzista della Famiglia. Ma una domanda sorge spontanea: fino a quando reggerà questa doppiezza che tiene insieme Mandela, che ha dedicato una vita agli ultimi e contro il razzismo, e Calderoli condannato per razzismo? Vedremo.
Questa clamorosa contraddizione dovrebbe essere l’opposizione democratica a denunciarla ogni giorno. Ma, per ora, è ancora sotto choc per la batosta subita il 9 giugno. Ovviamente, prima si sveglia e meglio è!

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