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Mirabello e Sant’Agostino: all’unanimità il referendum per la fusione

Tempo di lettura: 2 minuti

da: Ufficio stampa Gruppo Partito Democratico

Zappaterra (PD): ‘Un’opportunità di crescita, ma la decisione è in mano ai cittadini’
L’Assemblea Legislativa dà il via libera all’unanimità al referendum tra i cittadini di Mirabello e Sant’Agostino che, nel prossimo autunno, si esprimeranno sulla fusione in un unico Comune. Il nuovo ente avrebbe una popolazione di oltre 10.000 abitanti e una superficie complessiva di circa 51 km quadrati.

“Piccolo non è sempre bello e i nostri amministratori locali ne sono stati consapevoli lanciando, più di due anni fa, un progetto di fusione che rappresenta un’opportunità di crescita collettiva in una delle aree produttive più importanti dell’Alto Ferrarese. – ha sottolineato nel suo intervento in aula Marcella Zappaterra, relatrice di maggioranza del progetto di legge – La comunità, già coinvolta in un processo di ascolto e confronto avviato dalle amministrazioni locali, si esprimerà anche rispetto all’ipotetica denominazione del nuovo ente fra Reno, Terre del Reno o Reno Antico”.

Marcella Zappaterra, intervenendo in aula, ha richiamato alcuni aspetti di rilievo sulle realtà coinvolte: “I due territori, come emerso anche dallo studio di fattibilità realizzato per valutare l’ipotesi di fusione, sono omogenei, vicini fra loro e ben collegati anche dal trasporto pubblico. L’offerta scolastica del nuovo ente coprirebbe l’intero ciclo dal nido alle medie, mentre l’offerta superiore è completa nel raggio di 20 km. Anche sul piano socio-sanitario l’offerta è ben strutturata rispetto ai servizi territoriali e assistenziali domiciliari e residenziali”.

“Con la fusione si ottimizzerebbero energie e risorse realizzando economie di scala e investimenti più efficienti e restituendo così un profilo più ambizioso alle politiche del nuovo ente. – ha concluso la consigliera regionale PD – La macchina comunale, riprogettata e riorganizzata, consentirebbe di valorizzare le competenze interne e di garantire la continuità e qualità dei servizi al cittadino”.

In caso di fusione, a decorrere dal primo gennaio 2017, il nuovo comune unico potrebbe beneficiare del contributo regionale di 180 mila euro all’anno, per la durata di quindici anni, e di un ulteriore contributo straordinario annuale in conto capitale di 150 mila euro per i primi tre anni oltre a contributi statali pari a 774.290 euro annui per dieci anni.

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