22 Marzo 2021

NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
Per impedire che la pandemia si trascini, è necessaria una risposta globale

Maura Franchi

Tempo di lettura: 5 minuti

 

Ogni lotta contro una pandemia è una corsa contro il tempo. La sfida è vincere la capacità del microbo di fare rapidi cambiamenti. I microbi si rigenerano molti velocemente. Varianti particolarmente preoccupanti sono state identificate in Brasile, Sud Africa e Regno Unito. Alcuni di questi nuovi ceppi potrebbero essere resistenti ai recenti vaccini COVID-19. Il modo migliore per evitare lo sviluppo di varianti pericolose è proteggere il maggior numero di persone possibile dal contagio. Il fatto che milioni di persone nei paesi a basso reddito sono ancora in attesa di anti vaccini, non è solo ingiusto socialmente, ma pericoloso per tutti.

I paesi sviluppati non potranno difendersi dall’epidemia, solo se la malattia si diffonderà altrove. L’azione collettiva per immunizzare il mondo dal COVID-19 non ha solo un doveroso fondamento etico, ma è una necessità pratica.
I paesi ad alto reddito potrebbero avvicinarsi all‘immunità di gregge attraverso la vaccinazione nei prossimi mesi. Ma saranno ancora in pericolo a causa di varianti che evolvono in paesi non vaccinati che attraversano i confini internazionali.

Uno studio del gennaio 2021, pubblicato dalla Camera di Commercio Internazionale, ha affermato che l’accesso ineguale ai vaccini potrebbe costare all’economia globale fino a 9,2 trilioni di dollari, con circa la metà dei costi per i paesi ricchi.
Per impedire che la pandemia si trascini, sarà necessaria una risposta globale. Un esempio è il programma noto come COVAX: un’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per fornire vaccini a 92 paesi a basso reddito, inclusi molti in Africa. L’immunizzazione diffusa in Africa rimane una prospettiva lontana: l’Unione Africana spera di far vaccinare il 60% degli 1,3 miliardi di individui del continente entro tre anni.

A febbraio, le nazioni del G-7 si sono impegnate ad aumentare i loro impegni nei confronti di COVAX a 7,5 miliardi di dollari; 4,0 miliardi di dollari provengono dagli Stati Uniti. Una cifra molto inferiore a quella necessaria. I paesi ricchi devono fornire maggiori finanziamenti a COVAX, con la consapevolezza che le loro donazioni rappresentano una polizza assicurativa per sé.
Quindi i governi e le istituzioni umanitarie internazionali devono aumentare la fornitura di vaccini per i paesi meno attrezzati. Gli Stati membri dell’Organizzazione mondiale del commercio dovrebbero rivedere le regole sulla proprietà intellettuale, per vedere se è possibile utilizzare adattamenti o deroghe speciali per aumentare l’offerta.

L’emergere di preoccupanti varianti di COVID-19 diventa più probabile, finché vaste aree del mondo non hanno ancora accesso ai vaccini. A febbraio, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha annunciato che dieci paesi avevano somministrato il 75% della fornitura mondiale di vaccini COVID-19. A quel tempo, più di 130 paesi, che ospitano 2,5 miliardi di persone, non avevano ancora ricevuto una singola dose di vaccino.

La pandemia potrebbe anche portare una maggiore instabilità geopolitica.
L’OMS, i governi, le organizzazioni non governative e le aziende farmaceutiche dovrebbero fare il massimo per aumentare la produzione di vaccini COVID-19 e per somministrarli.
Agiamo nella consapevolezza che nessun paese è un’isola. I vaccini saranno il modo migliore per respingere l’emergere di nuove varianti mortali di COVID-19. Ma finché tali programmi non saranno attuati i governi e le organizzazioni sanitarie internazionali dovranno istituire un sistema di sorveglianza per monitorare i cambiamenti nel virus, come ha fatto efficacemente il Regno Unito.

I ricercatori stanno cercando di espandere la protezione offerta dai vaccini attuali. Ma devono anche sviluppare vaccini di seconda e terza generazione, per far fronte alle varianti, man mano che emergono. Il coronavirus potrebbe diventare endemico come l’influenza che si diffonde ogni inverno, a volte con una nuova variante, che raggiunge proporzioni epidemiche o pandemiche, prima che alla fine si attenui in un ceppo stagionale meno temibile.
La prossima generazione di vaccini COVID-19 potrebbe quindi essere multivalente, ovvero in grado di combattere più di una variante. I ricercatori dovrebbero mirare a sviluppare un vaccino universale contro il coronavirus, che colpisca le parti della particella virale condivise da tutte le varianti. Tale lavoro sarà importante per neutralizzare il potenziale devastante delle mutazioni del virus.

Né gli Stati Uniti, né qualsiasi altra potenza globale, possono sconfiggere una pandemia pensando in termini nazionali. I vaccini COVID-19 sono ormai una componente cruciale della sicurezza e della difesa nazionale degli Stati Uniti. Ma a differenza di altre sfere di difesa, questa prevede una protezione estesa agli stranieri. Come notò il poeta John Donne secoli fa, “Nessun uomo è un’isola… ma è parte del continente”.

Riferimento bibliografico: Michael T. Osterholm and Mark Olsha, The Pandemic That Won’t End, March 8, 2021

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L’autore

Maura Franchi

È laureata in Sociologia e in Scienze dell’Educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei Consumi, Social Media Marketing e Web Storytelling, Marketing del Prodotto Tipico. Tra i temi di ricerca: le dinamiche della scelta, i mutamenti socio-culturali correlati alle reti sociali, i comportamenti di consumo, le forme di comunicazione del brand.
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