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da: Coordinamento Stop OR_ME Ferrara

Gentile Deputato, Gentile Deputata,

nella seduta della Camera prevista per il prossimo 8 aprile sarà chiamato ad esprimere il Suo voto sulla mozione presentata dall’On. Arianna Spessotto (n. 1-0531) e altri, con cui si chiede il ritiro del progetto preliminare per la realizzazione del nuovo corridoio autostradale Orte-Mestre.

In qualità di cittadino/a le chiedo di votare a favore di questa mozione per i motivi qui di seguito esposti e per i quali le chiedo di prestare la massima attenzione:

– E’ UNA DELLE OPERE PIU’ GRANDI E IMPATTANTI TRA QUELLE PREVISTE NELLA LEGGE OBIETTIVO: La nuova autostrada, lunga 396 km, attraversa 5 Regioni (tracciato E45-E55) e va ad impattare su numerosi siti SIC –ZPS e zone di pregio ambientale (es. Valle del Tevere, Parco delle Foreste Casentinesi, Valli del Mezzano, Delta del Po, Laguna di Venezia, Riviera del Brenta). Gravissimi sarebbero i danni sull’ambiente e sulla%2salute in termini di inquinamento atmosferico e acustico, consumo di suolo, rischio idrogeologico, perdita di paesaggio e di biodiversità, oltre che sulle economie locali.

– NON E’ UN’OPERA STRATEGICA: la Commissione Europea (nota ufficiale del nov 2013) ha smentito che la Orte-Mestre rientri tra i corridoi strategici della rete di trasporto TEN-T.

– E’ INUTILE E NON RISOLVE I PROBLEMI DEI TERRITORI: da rilevamenti ufficiali di diversi enti pubblici il flusso di traffico lungo le due arterie esistenti risulta assai modesto, e non giustifica una nuova autostrada che diventerebbe solo un doppione di A1-A14-A13. Il problema prioritario e inderogabile è la MESSA IN SICUREZZA di E-45 e SS 309 Romea. Il progetto non rsponde a questa esigenza.

– DIVENTEREBBE UN ENORME SPRECO DI DENARO PUBBLICO: il costo ad oggi previsto è di 10 Mld di euro, di cui c.a. 8,2 Mld con Project Financing e Project Bond, e di 1,8 Mld a carico dello Stato in termini di defiscalizzazioni. Un costo che non sarà mai ripagabile con i pedaggi e che diventerà debito pubblico.

– LA ORTE-MESTRE RIENTRA NEL SISTEMA INCALZA: la cordata proponente è la GEFIP Holding di Vito Bonsignore, già condannato a 2 anni nella prima Tangentopoli, e ora indagato dalla Procura di Firenze proprio per Orte-Mestre. Della cordata fa parte anche la società ILIA spa, il cui amministratore delegato è Gioacchino Albanese ex affiliato alla loggia massonica P2 la Banca che dovrebbe finanziare l’opera è la CARIGE di Genova, dal 2013 coinvolta nello scandalo che ha portato all’arresto per truffa del suo ex presidente Giovanni Berneschi. La Orte-Mestre compare anche nell’inchiesta MOSE.

Contro la costruzione di quest’opera inutile e dannosa si sono attivati da tempo tanti cittadini e numerose organizzazioni locali e nazionali, molte di queste riunite nella Rete Stop Orte-Mestre. Moltissime sono state le iniziative di sensibilizzazione e di opposizione al progetto ma anche di proposta di soluzioni meno impattanti, meno costose e più facilmente realizzabili.

E’ per questi motivi, rammentando la sua funzione di tutela dell’interesse pubblico, che le rinnovo l’invito a sstenere tutte le iniziative parlamentari volte al ritiro immediato del progetto autostradale Orte-Mestre e all’investimento dei fondi disponibili per la messa in sicurezza di E- 45 e SS 309. Auspico che questo sia il primo passo per un cambio di verso radicale nell’approccio alle opere pubbliche che dovrebbero nascere da un vero confronto con le popolazioni e da una programmazione seria e sostenibile, anziché da interessi privati.

Confidando in una sua seria riflessione sul tema, la saluto cordialmente

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Riceviamo e pubblichiamo


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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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