15 Luglio 2020

#nonsivotaascuola
ma per la politica italiana la scuola è “l’ultima della classe”

Mauro Presini

Tempo di lettura: 4 minuti

Nella maggior parte delle regioni italiane le scuole riapriranno il 14, il 15 o il 16 settembre.
Qualche giorno dopo, le scuole sedi di seggio elettorale chiuderanno di nuovo perché domenica 20 e lunedì 21 settembre si voterà in tutta Italia per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, per le elezioni dei Consigli regionali in Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta e per l’elezione del Sindaco in oltre 1.000 i Comuni, tra cui 19 capoluogo. Ovviamente, in caso di ballottaggio, solo in quei Comuni si rivoterà dopo due settimane cioè il 4 ottobre.
In Italia ci sono circa 60.000 seggi elettorali, di questi oltre 51.000 sono in sedi scolastiche statali quindi una percentuale altissima di scuole viene impegnata per le elezioni.

Solo quest’anno, dopo decenni, alcuni politici di diversi schieramenti hanno proposto chiaramente di votare in altre sedi che non siano le scuole (da Nicola Zingaretti a Maria Stella Gelmini).

In questi anni di grande assenteismo dalle urne, evidentemente il motivo risiede nella paura di subire, in termini di mancato consenso elettorale, l’evidente contraddizione fra il riaprire finalmente le scuole dopo il lungo periodo di lock down seguito dalle vacanze estive e dal chiuderle subito dopo, per qualche giorno, a causa delle elezioni.
La prima domanda che sorge spontanea è: si può votare in altre sedi che non siano quelle scolastiche?
La risposta è assolutamente sì perché in altri Paesi lo fanno: ad esempio: “nel Regno Unito i seggi elettorali sono spesso allestiti per strada, in posti dove la gente solitamente passa per andare al lavoro. In Olanda nel 2014 si è votato da Starbucks”. In Francia e in Germania, i seggi sono allestiti in uffici pubblici, ma anche in piazze e scuole. In Germania si può votare per lettera (Briefwahl)” (1). In Spagna si può compilare la scheda a casa (papeletas electorales) per poi consegnarla nei seggi. Da altre parti del mondo si usa il sistema telematico per il voto a distanza (a proposito di didattica a distanza…).

In Italia si potrebbe votare negli uffici pubblici, negli uffici postali, nelle stazioni, nelle palestre, nei palazzi dello sport e chissà in quali e quanti altri posti, se ci si pensasse con impegno.
La seconda ed ultima domanda è: perché certi politici, considerati i tempi brevi a disposizione, ci stanno pensando solo adesso visto che hanno scarsissime possibilità di riuscita?
Sono anni che propongo altre soluzioni perché le scuole siano sempre aperte, anche d’estate (per manifestazioni, concerti, cineforum, incontri, eventi, sagre, centri estivi, …) e soprattutto che non chiudano nei giorni prima e dopo le elezioni; di conseguenza la mia conclusione è sempre la stessa: il nostro non è un Paese che dà  Priorità alla Scuola.
Ora però è arrivato finalmente il momento che quei politici ci dimostrino se ci tengono davvero alla scuola impegnandosi a fare le leggi che servono perché… tra il progreDIRE e il contrafFARE c’è di mezzo il NorMARE.

16 Luglio, ore 17,30: appuntamento al Parco Massari

P.S. A questo proposito ricordo a chi è di Ferrara che il Coordinamento ferrarese di Priorità alla Scuola ha convocato un’assemblea per capire che scuola dovremo aspettarci a settembre, per parlare di ciò che sta succedendo a Ferrara ed immaginare quello che potrà accadere nelle prossime settimane.
L’appuntamento è per giovedì 16 luglio alle ore 17,30 al Parco Massari di Ferrara per parlare di:
– linee guida e prime conferenze di servizio;
– la situazione a Ferrara: le indicazioni dei tecnici del Comune ed il lavoro dei Dirigenti Scolastici;
– iniziative future sia a livello locale che nazionale;
– varie ed eventuali.
Il ritrovo è fissato all’ingresso del Parco dal lato di Corso Porta Mare.
L’invito è esteso a tutte le persone interessate: genitori, studenti, insegnanti, dirigenti, personale e cittadini.

(1) https://www.giornalettismo.com/dove-si-vota-negli-altri-paesi-europei/



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Mauro Presini

È maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si occupa di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 coordina il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero“. È impegnato nella difesa della scuola pubblica.
Mauro Presini

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