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Nuovo appuntamento di anatomie della mente Appuntamento con la vita, le opere e la personalità di Cesare Pavese

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Da: Ufficio Stampa,Comunicazione Istituzionale e Digitale

Mercoledì 13 marzo 2019 alle ore 16,30 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in Via delle Scienze a Ferrara, nuovo appuntamento con “Anatomie della Mente”, conferenze dei Giovedì di Psicologia a cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica di Unife sul tema “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. La vita, le opere, gli ultimi giorni e le ultime poesie di Cesare Pavese”.
 
Pavese nasce in campagna e perde presto il padre, la madre, forte e dura, provata lungamente dal dolore (ha perso tre figli prima di avere Maria e Cesare) è una piemontese di poche parole, ha con lui un rapporto difficile, che si struttura sulla freddezza, da ambedue le parti. La morte del padre ed il carattere duro della madre aprono un vuoto incolmabile nel cuore di Cesare, che per tutta la vita egli cercherà di colmare cercando disperatamente una donna che lo possa consolare, senza mai trovarla. I suoi amori infelici gli ispirano molti personaggi femminili nelle sue opere, come nel racconto ‘Suicidi’ che si conclude con la morte per avvelenamento della protagonista, o come nel romanzo breve ‘Tra Donne Sole’, portato poi sullo schermo cinematografico da Michelangelo Antonioni, che inizia proprio con un tentato suicidio per amore di una ragazza.
Nel dopoguerra riacquista una apparente speranza quando, ormai noto e inserito nel mondo letterario e cinematografico della Roma del neorealismo, conosce una attrice americana, Constance Dowling, di cui si innamora perdutamente. Ma dopo un breve corteggiamento, in cui vuole scrivere un film per lei, ne parla anche con Fellini e lo sceneggiatore Pinelli, lei lo ignora, ha una relazione con un attore allora di gran voga, Andrea Checchi. Del film non se ne farà nulla, e Pavese piomba in una disperazione da cui non si riprenderà più. Nel diario le sue ultime note sono: “Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più”. Scrive le sue ultime poesie (Poesie del Disamore, fra cui la famosa ‘Verrà la morte e avrà i tuoi occhi’) e, pochi giorni dopo aver vinto il Premio Strega con ‘La luna e i Falò’, avuta la conferma che Constance è tornata in America, si toglie la vita in una camera d’albergo a Torino, il 27 agosto, con sedici bustine di sonnifero. Sul comodino una copia di un suo libro con le sue ultime parole: 
“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi. Cesare Pavese”.
 

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