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Nuovo Regolamento ERP, diritti sacrificati sull’altare della demagogia

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Cgil Cisl Uil.

I nuovi Regolamenti per l’assegnazione degli alloggi ERP e per l’emergenza abitativa approvati ieri dal Consiglio comunale di Ferrara lasceranno soli molti cittadini fragili, creando un danno per tutti. Questo è quello che determinerà la miope rincorsa a slogan vuoti come “prima i ferraresi”, di cui saranno vittime gli stessi ferraresi.
Se le politiche sociali servono per rispondere ai bisogni e ridurre le disuguaglianze che senso ha affermare, come ha fatto l’Assessore Coletti, che si vuole evitare che chi subisce uno sfratto o è seguito dai servizi sociali (cioè chi è in condizioni di maggiore difficoltà) abbia un vantaggio rispetto all’assegnazione degli alloggi?
Il Regolamento per l’assegnazione determina un quadro generale in cui il bisogno rischia di non essere l’elemento che determina il diritto, venendo potenzialmente sovrastato da altri fattori (in primis la residenza storica) che determinano l’esclusione di soggetti deboli. Punteggio illimitato per la residenzialità storica (nel comune di Ferrara, se vieni da Vigarano o Fiscaglia sei fuori), a scapito della situazione familiare ed economica. Creando, inevitabilmente, ostacoli ai giovani, che per questioni meramente anagrafiche non possono che essere penalizzati dal mantra della residenzialità, con buona pace delle necessità di rendere attrattivo il territorio.
E’ una stortura inaccettabile prevedere l’anzianità di residenza come criterio di priorità anche nelle situazioni di emergenza abitativa (il secondo regolamento approvato ieri). Cosa hanno a che fare gli anni trascorsi a Ferrara con l’emergenza? Sono tante le restrizioni con cui si cerca di limitare l’accesso al diritto a chi è in stato di emergenza, limitando di fatto la presa in carico da parte del Comune.
Altrettanto inaccettabile la presenza di richieste manifestamente illegittime (certificazione dell’impossidenza), così come l’annuncio da parte dell’Assessore che sarà istituita dalla Giunta una graduatoria speciale per i padri separati, rispondendo “ad una sensibilità della Giunta”: è una sensibilità discriminare in base al genere? Se il tema è lo stato di bisogno e difficoltà in cui può trovarsi chi affronta separazioni perché non fare riferimento ai genitori separati anziché ergersi inutilmente e odiosamente a paladini della discriminazione?
Non fatichiamo ad immaginare che le graduatorie speciali diventeranno da oggi lo strumento in mano alla Giunta per agire con discrezionalità, visto che si è sentita la necessità di eliminare il confronto con le organizzazioni sindacali prima della loro adozione e di esplicitare che – diversamente da prima – potranno essere utilizzate anche per caratteristiche non previste dal regolamento.
L’eliminazione certosina e ossessiva delle relazioni sindacali (perfino della presenza del sindacato degli inquilini, cioè dell’unica voce del cittadino che prova a far valere un suo diritto, in seno alla commissione che esamina i ricorsi) è segno di una certa allergia di questa amministrazione alla trasparenza, ma non rinunceremo a far emergere e contrastare ogni stortura e danno per i cittadini che i regolamenti determineranno.

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