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Da: Gli Amici della Musica Uncalm

Sala del Ridotto del Comunale Abbado col tutto esaurito per ‘Viva la musica viva’
Musica, recitazionea, danza e fotografia un tutt’uno

Si è conclusa domenica 23 ottobre u.s. la rassegna ‘Viva la musica viva’ organizzata dall’Orchestra Città di Ferrara e dall’ Associazione Bal’danza in collaborazione con il Teatro Comunale Abbado.
La rassegna ha visto e l’ esaurito ogni volta durante i suoi tre appuntamenti musicali, l’ultimo dei quali, svoltosi nel Ridotto del teatro, era affidato al trio composto da Giovanni Polo (clarinetto), Fiorenza Barutti (viola) e Debora Villani (pianoforte), ensemble presentatosi al pubblico come formazione cameristica costituita dai solisti dell’orchestra ferrarese.
Il sottotitolo del concerto di domenica scorsa, ‘suonarte un quadro, danzare la parola, fotografare il suono’, ha allargato la ribalta anche alle ballerine classiche Emilia Sintoni e Bianca Dorobat che hanno danzato un brano di Robert Schumann accompagnate dalla musica dal vivo; lo stesso brano è poi servito d’accompagnamento alla voce recitante di Pier Giorgio Borrasio, impegnato nella lettura di pagine dall’ Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.
Le riprese fototrafiche dell’ esecuzione, della danza e della recitazione erano affidate a Gianfranco Ganzaroli, a pieno titolo partecipe della performance complessiva (gli scatti ripresi durante il concerto sono stati immediatamente proiettati a fine mattina, presente tutto il pubblico).
Ogni brano musicale del programma veniva introdotto criticamente da Romano Valentini, direttore artistico di Bal’danza, che ha messo in evidenza come la formula di ‘Viva la musica viva’ abbia lo scopo di suonare un quadro, danzare la parola e fotografare il suono affinché la musica diventi il collante di un insieme multidisciplinare possibile fra le diverse arti.
Molto bravi i solisti dell’Orchestra Città di Ferrara, che hanno mostrato ottimo amalgama e grande intesa eseguendo il Kegelstatt Trio K498 di Wolfgang Amadeus Mozart, il terzo movimento (danzato) del Marchenherzalungen op.132 di Scumann, e due Studi dall’op.83 di Max Bruch.
Pubblico molto soddisfatto e appalusi calorosi con concessione di bis: ancora Schumann, per la danza – stavolta improvvisata – della Sintoni e della Dorobat.

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