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Pagamenti in sanità, altri 150 milioni per i fornitori. Ieri l’incontro delle associazioni di categoria con Saliera e Lusenti

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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Bologna – Nuovo sblocco dei pagamenti in sanità da parte della Regione Emilia-Romagna. Si tratta di 150 milioni di euro che serviranno a velocizzare i tempi dei pagamenti alle imprese fornitrici delle Aziende Usl e raggiungere nel 2014 l’obiettivo di pagamenti a 60 giorni, come previsto dalle norme nazionali e comunitarie.
Ieri la vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Simonetta Saliera e l’assessore alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti hanno presentato i risultati del 2013 e le prospettive per il 2014 ai rappresentanti delle associazioni di categoria Confindustria, Legacoop Servizi, Confcooperative e Fifo-Confcommercio che hanno espresso soddisfazione.
“Siamo stati i primi ad utilizzare tutte le opportunità offerte dalle norme statali in materia di pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione – spiega Saliera – e, quindi, nel corso del 2013, abbiamo sbloccato già oltre 1,1 miliardo di euro di pagamenti ai fornitori del settore sanità dando così una forte boccata di ossigeno, oltre che alle imprese fornitrici di beni e servizi, anche alla nostra economia. Dopo il traguardo dei 90 giorni già conseguito nel 2013, le nuove risorse previste per il 2014 ci consentiranno di passare ai 60 giorni”.
“In questo modo – conclude l’assessore Lusenti – continueremo ad avere tempi di pagamento ai fornitori tra i più bassi in Italia. L’obiettivo cui puntiamo ora è attuare una serie di azioni per consentire la normalizzazione dei tempi medi di pagamento e garantirne la stabilità”. Tra queste: l’istituzione di una Tesoreria Unica per le Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna, la centralizzazione dei pagamenti attraverso una piattaforma web regionale e, infine, l’istituzione di una rete di sostegno in collaborazione con il sistema bancario.
Per Marco Chiadò Piat, presidente della commissione Sanità di Confindustria Emilia-Romagna, “gli obiettivi indicati dalla Regione sono condivisibili e apprezzabili. Sono questi gli esempi che servono per rafforzare la credibilità del sistema sanitario attraverso qualità ed efficienza e non la logica dei tagli orizzontali e indistinti”. Positivo il commento anche di Alberto Armuzzi, presidente di Legacoop Servizi, che dà atto alla Regione dei risultati ottenuti che contribuiscono ad “alleviare la tensione finanziaria delle imprese, tenuto conto che la cooperazione ha come obiettivo la stabilità e la crescita del buon lavoro”. Infine, Francesco Milza, presidente di Confcooperative afferma: “Apprezziamo l’impegno della Regione Emilia-Romagna il cui risultato per le cooperative significa pagare gli stipendi regolarmente senza dover ricorrere a onerosi prestiti bancari. Non tutte le Regioni hanno colto questa opportunità”.
I pagamenti nel 2013
Con il decreto legge 35/2013 lo Stato ha assicurato la liquidità per il pagamento dei debiti pregressi al 31/12/2012 degli enti del Servizio sanitario nazionale.
Nel 2013 le Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna hanno ricevuto un’anticipazione di liquidità di circa 806 milioni in due tranche, una a luglio e una a ottobre, cui si è aggiunta sempre nel mese di luglio una erogazione straordinaria per oltre 244 milioni e nel mese di dicembre 2013 una ulteriore erogazione di cassa di 100 milioni per la disponibilità sia di risorse regionali che di risorse trasferite dallo Stato.
Le Aziende sanitarie hanno immediatamente dato corso ai pagamenti, dando la priorità ai debiti più datati e riducendo lo stock di debito da circa 1 miliardo di euro del dicembre 2012 a circa 263 milioni del dicembre 2013.

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