23 Aprile 2015

Pamplona, pazza ‘Fiesta’ fra l’incoscienza e la vita

Marco Bonora

Tempo di lettura: 6 minuti

pamplona-tori

C’è un evento profondamente radicato nella tradizione di un popolo, da non perdere nel viaggio verso l’oceano Atlantico racchiuso dal Golfo di Guascogna, decisamente amalgamato al sangue di chi lì vive e che, considerato i suoi protagonisti, divide il mondo intero sul tema sensibile del rapporto fra uomini e animali.
Si celebra nella terra dei tori e di molto altre tipicità, come il Rjoca (un vino intenso principalmente prodotto nel colore tinto), compresa fra le province autonome di la Rioja, la Navarra e di Álava.
Parliamo ovviamente in Spagna, a Pamplona, città dalla fortezza pentastellata, al centro dell’ampia provincia Basca, terra di forti sentimenti autonomisti, con una propria lingua e cultura e, per decenni, al centro di un conflitto dilaniante per l’intera comunità spagnola.
La corsa dei tori (el encierro de toros) più nota al mondo, venne narrata da Ernest Hemingway nella metà degli anni Venti del ‘900 nel suo romanzo “Fiesta“, che gli è valso anche un monumento a mezzo busto nella piazza principale della città. È l`evento di richiamo internazionale che si svolge nel corso della Fiesta de San Fermín a Pamplona o Iruñea nella lingua Euskera, un condensato di religione, storia, tradizione e commercio in programma dal 6 al 14 luglio di ogni anno.

pamplona-pazza-fiesta
L’attesa

Ne scrivo con piacere, come un cronista che alla sua terza partecipazione osserva lo svolgimento dell’evento da un balconcino preso in affitto al terzo piano di edifici alti almeno cinque piani, e dal quale in ottima posizione può controllare dall’alto, da sinistra a destra, circa 100 metri del percorso. Le abitazioni che fronteggio a circa 5 metri di distanza, formano un canyon urbano rispetto al piano stradale sul quale a breve scorrerà il fiume di persone e tori. La corsa prende avvio tutti i giorni della Fiesta, salvo il giorno iniziale, in una cornice di grande attesa e di trepidazione, sempre puntualissima alle 8 del mattino quando le strade in sasso sono ancora umide e scivolose.
Il lavaggio di piazze e vicoli è d’obbligo dopo l’ubriacatura notturna di alcol e di festeggiamenti che lascia sul terreno carte, bicchieri, vetri rotti e un odore inconfondibile di necessità umane.
Per pochi secondi quella mia prospettiva diventerà un osservatorio privilegiato sul genere umano lì fremente: uomini e donne, giovani, comunque creduti maggiorenni, e meno giovani, un misto di follia collettiva, di dimostrazione di coraggio individuale, di incoscienza e una sfida alla vita che in diversi casi si è risolta in gravi ferite o, fortunatamente in rare fatalità, con la morte.
Si parte! I tori, e qualche bue, vengono liberati in branco su una stretta curva e lanciati come una mandria disordinata che si rincorre all’impazzata per le strettissime strade del centro storico cinquecentesco della cittadina di origine romana, ‘las calles histὸricas’ de Pamplona, e per un percorso complessivo di 800 metri circa fino all’arena.

pamplona-pazza-fiesta
La corsa vista dal balcone

I tori sono accompagnati in questa folle corsa da due ali di persone in larga parte ancora stordite dal fiume di birra e vino bevuto la notte e dall’adrenalina che emerge il mattino con il tasso emotivo e quello alcolico alle stelle. Nulla spaventa i partecipanti e anch’essi si lanciano ad inseguire o a farsi inseguire dai tori per toccarli, che nel loro impeto travolgono qualunque ostacolo si ponga dinanzi loro. Un formicaio impazzito visto dall’alto di uomini e donne esperti per aver partecipato a precedenti inseguimenti, e meno esperti, provenienti da ogni continente e tutti insieme con il completo tipico della manifestazione di maglia e pantaloni bianchi e la tradizionale fascia in cintura e fazzoletto rosso, che corrono nello stretto vicolo e confondono il movimento disordinato delle gambe, delle teste e delle braccia che si intrecciano fra loro, causando la caduta a terra dei meno fortunati che tentano di proteggersi dagli zoccoli dei tori che corrono all’impazzata.
Tori da 700 chili di muscoli arrivano da dietro il gruppo a testa bassa, malfermi sul selciato scivoloso sbandando a destra e a sinistra con le corna pericolosamente in avanti, fanno risalire dal basso un insieme di urla di timore emesse dai corridori e poi di liberazione scampata l`eventualità non remota di essere calpestati o incornati.
Tutto avviene sotto i miei occhi e piedi, là in basso, in pochi secondi, massimo 30, drammaticamente coinvolgenti anche per chi non corre e poi, in un attimo, tutto si trasferisce alla curva successiva dove si sentono ancora urla, brusio e poi più nulla. L`intero percorso urbano di chi corre e di chi insegue si esaurisce nell`arco di 3-4 minuti al massimo. I tori ormai lanciati come proiettili entrano in arena, alla ‘plaza de toros’, attraverso uno stretto portone in legno, formando spesso un tappo insieme agli uomini che cadendo provocano un groviglio che intasa l’entrata.
Il rito più cruento e fatale, non sempre per il toro, è del pomeriggio, ma la corrida, questo spettacolo popolare, non la racconto. Alla fine si ha l’impressione che le indicazioni sui comportamenti vietati da tenersi durante la manifestazione e indicate sul sito sanfermin.pamplona.es nessuno le abbia mai lette. Per chi non volesse partecipare alla corrida pomeridiana, vi è nel centro la sfilata de ‘los gigantes’, ossia Comparsa de gigantes y cabezudos de Pamplona, una intensa e pittoresca continuazione della Fiesta scandita dal ritmo della musica e dai tanti bambini e adulti con numerosi figuranti in abiti di cartapesta, accompagnata da una ottima cucina e della quale si ritrovano tracce già nel XVI secolo.
Una tranquilla conclusione per una giornata vissuta al centro di una appassionata tradizione e di una fiammata di forti emozioni.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Marco Bonora

Nato sul confine fra le province di Bologna e Ferrara, dove ancora vive e risiede . Si occupa di marketing e di progettazione nel settore Architettura per una industria vetraria, lavora in una multinazionale euroamericana. E’ laureato in Tecnologie dei beni culturali e in Scienze e tecnologie della comunicazione presso l`Università di Ferrara. Scrive articoli su riviste del settore e ha pubblicato due volumi tematici sul vetro contemporaneo innovativo e sul vetro artistico delle vetrate istoriate del `900 presenti nelle chiese del nostro territorio. Grande passione da sempre per i viaggi a corto e lungo raggio e il mare.
Marco Bonora

Ti potrebbe interessare:

  • SENZA UN’IDEOLOGIA IL PD HA PERSO LA SUA IDENTITÀ.
    Corre verso il Centro e non convince gli italiani.

  • LO STESSO GIORNO
    Quando i poveri eravamo noi: non dimenticare Marcinelle

  • Diario di un agosto popolare
    7. LA BOLLA SVEDESE

  • LA SALUTE DEL NOSTRO MARE
    Goletta verde è arrivata a Porto Garibaldi

  • VERTENZA EX GKN:
    tavolo istituzionale a un’impasse

  • Diario di un agosto popolare
    6. FINCHÉ C’É LA SALUTE

  • mare

    Per certi versi
    La vita è come il mare

  • frammenti terracotta tegole

    ERNESTO BALDUCCI: UNA TESTIMONIANZA
    “Guardare con speranza ai segni del tempo”

  • Gli azzeccagarbugli servi dei padroni dell’energia

  • conchiglie mare sabbia

    PRESTO DI MATTINA
    Il pellegrino e la conchiglia

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi