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Pari opportunità, Petitti commenta l’approvazione della legge sulle quote rosa nei consigli regionali

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

“La presenza delle donne nelle istituzioni non è solo una questione di rappresentanza di genere ma di qualità della democrazia: Le pari opportunità saranno il leit motiv di tutte le politiche regionali”.

Bologna – “Una legge giusta. La presenza delle donne nelle istituzioni non è solo una questione di rappresentanza di genere ma di qualità della democrazia”. Così Emma Petitti, assessore alle Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, commenta l’approvazione in Parlamento della legge che prevede che dalla prossima legislatura il 40% dei consiglieri regionali dovranno essere donne.
“E’ un tema su cui la Regione Emilia-Romagna può vantare un primato: siamo stati i primi in Italia con la “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere” ad approvare un provvedimento per contrastare la disparità di trattamento tra uomini e donne anche sul versante della rappresentanza politica. Proseguiremo lungo questa strada, facendo delle pari opportunità il leit motiv dei nostri interventi”.

I numeri della rappresentanza politica femminile nelle Regioni e nelle Assemblee degli Enti locali

La presenza femminile nelle Assemblee regionali italiane si attesta in media intorno al 15,8% e risulta dunque molto distante dalla media registrata a livello europeo, pari al 32%.

In Emilia-Romagna (dato aggiornato alle elezioni che si sono svolte nel mese di novembre 2014) su 50 Consiglieri, 18 (36%) sono donne e 32 uomini.

Più alto il dato nelle Giunte regionali, dove le donne sono il 22% (la media Ue negli esecutivi regionali è il 34%). In Emilia-Romagna la Giunta è composta da dieci assessori, cinque dei quali donne. Solo due donne rivestono la carica di presidente di Regione (in Umbria e Friuli Venezia Giulia).

Nell’ambito delle Assemblee degli Enti locali, il dato della presenza femminile è pari al 27,9% nei Comuni con popolazione fino a 15 mila abitanti, al 21% nei comuni con più di 15 mila abitanti (fonte: Anagrafe degli amministratori locali – Ministro dell’interno, dati aggiornati al 7 gennaio 2015). In ogni caso, la percentuale è inferiore al dato medio di presenza femminile nelle stesse assemblee rilevato in ambito Ue, pari al 32%.

Più visibile la presenza delle donne nelle Giunte degli enti locali: la percentuale di donne che riveste la carica di assessore è pari al 32% nei comuni con popolazione fino a 15 mila abitanti, al 33,6% nei comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti. Le donne sindaco sono, in tutti i comuni di Italia, 1.050 su 7.823, pari al 13,4%.

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