Home > ACCORDI - il brano della settimana > Parlateci di Girolimoni

Il livello di saturazione da notizie, toccabile (con tutto il corpo) in questi bellissimissimi anni in cui ci ritroviamo a vivere è qualcosa che pareva veramente impensabile durante i già saturissimi anni immediatamente precedenti a questi.
Ogni mattina qualcuno si sveglia e se ha un briciolo di cervello sa che avrà voglia di vomitare e/o ammazzarsi più volte al giorno.
Io, almeno per me, inizio a pensare che questa cosa abbia a tutti gli effetti le caratteristiche di una vera e propria patologia, una roba che nemmeno il buon Kierkergaard potè prevedere quella volta là, quando se ne uscì con quelle parole immortali a proposito della categoria che si occupa del cosiddetto “diritto di cronaca”.
Ogni volta uno pensa che si sia toccato il fondo ma francamente, mi pare di essere di fronte a un vero e proprio sistema di tripli/centupli/infiniti fondi in continua espansione in un universo composto da peti pesantissimi.
Qualcuno potrebbe dire che ho un problema io ma ho il sospetto che non sia così.
Non mi sono azzardato a tentare dei sondaggi con amici e conoscenti ma la nausea è palese e palpabile.
Qualcuno potrebbe obiettare che non è certo colpa dei giornalisti ma le responsabilità della categoria nel trattare la materia sono sotto gli occhi – e non solo – di tutti.
Ad ogni modo potrei essere io un lagnone e non ho problemi ad ammetterlo ma sinceramente non vedo l’ora che – in una stagione calda come questa – arrivi uno sciopero della categoria.
So già che non sortirà l’effetto sperato perché in questi tempi iperconnessi l’isolamento è possibile solo in caso di catastrofe e/o apocalisse vera e propria ma vabbè: sperare è ancora possibile, almeno per il momento.
Sperando dunque che questo esorcismo – in questi giorni orribili – possa piombare dalle nuvole come un temporale purificatore, chiudo con le parole del buon vecchio Kierkegaard:
Il giornalismo è il male del mondo moderno, e questo ci verrà rivelato con una chiarezza sempre maggiore.
La sua degenerazione verso la sofistica non conosce limiti, perché può affondare sempre più in basso nello scegliersi i lettori.
E così porterà a galla quella feccia del genere umano che nessun governo o Stato riuscirà mai più a controllare
.”
Cordiali saluti e via col pezzo a tema.

Watching the news (Iggy Pop, 1982)

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