14 Maggio 2020

PAROLE A CAPO
Alberto Ronchi: “Resta” e altre poesie

Benini & Guerrini

Tempo di lettura: 4 minuti

Rubrica a cura di Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini

FerraraItalia non scopre ora la poesia. In questi anni ha pubblicato centinaia di poesie e parecchie decine di autori, noti e sconosciuti, editi ed inediti, di diversa ambizione, motivazione, ispirazione. Con questa nuova rubrica settimanale, la poesia acquista sul giornale un posto ancora più importante, un ‘luogo dedicato’, anche se continuerà a infilarsi in ogni angolo, nella cronaca come nei commenti, fedele alla sua vocazione anarchica e indipendente. Dunque, da oggi, ancora più poesia, del resto le PAROLE A CAPO hanno avuto da sempre, o almeno da qualche migliaia d’anni, un posto speciale nella storia dell’uomo. E in modo particolare nella storia patria, perché se è lecito nutrire qualche dubbio sul detto che vorrebbe l’Italia “un Paese di Eroi, di Santi e Naviganti”, è invece documentato che siamo un Paese di Poeti. E più di poeti in erba che di lettori di poesia. Sul perché e il per come di questa vocazione italica il dibattito è apertissimo. In tutti i casi Ferraraitalia non ha paura a schierarsi senza se e senza ma dalla parte della poesia. Spazio dunque a Parole a capo e un grande grazie ai poeti curatori. (Effe Emme)

PER COMINCIARE
L’idea della rubrica di poesie e di poeti nasce dal grande interesse dimostrato dai lettori di questo quotidiano per questa forma espressiva. Ecco allora che la poesia si guadagna sul campo un suo spazio fisso tra le pagine del giornale. La rubrica diverrà un contenitore per poesie edite e inedite, italiane o appartenenti ad altre letterature. La selezione avverrà attraverso il lavoro di lettura critica di due curatori, poeti essi stessi e che come gli altri, esporranno i propri testi al giudizio dei lettori.
Un’attenzione particolare verrà dedicata agli autori di Ferrara e dintorni, anche se non esclusiva o campanilistica: essendo la poesia universale per nascita e ‘costituzione fisica’, non sopporta steccati e sovranismi di sorta.Troverete e leggerete, l’uno accanto all’altro, poeti notissimi e altri che non si sono ancora affermati. L’importante è che i testi ‘accendano una luce’, trasmettano suoni, emozioni, significati. Edward Estlin Cummings, riconosciuto dalla critica una delle grandi voci del Novecento, poeta caro ad entrambi, diceva: “Sento che una poesia ha un “significato” diverso per ogni individuo; ma quale di questi “significati” può essere chiamato quello “vero”, non so. Posso dirvi solo ciò che una data poesia significa per me”. Buona lettura dunque, e arrivederci ogni giovedì.
(I Curatori di Parole a capo)

resta
resta
ho aperto le finestre
dopo la pioggia
l’aria è pulita
ogni bugia
si è disposta sul filo
come quando ridevi
a tutte le mie parole
piccole lentiggini
sembrano bagnate
fazzoletto rosso scuro
collane di verità
puoi indossarle
se vuoi
e allora
resta
dai

raccontami le storie
raccontami le storie
delle tue corse tra le sterpaglie
l’immensa malinconia
delle notti
perse
tra parole disorientate
il fischio del treno
un riflesso di luce
la luna

strattonato
strattonato
per tutta la casa
indietreggiare
tra parole precise
basta
sei sempre qui
tromba di don cherry
porta
si apre e si chiude
auto sulla strada
rimproveri
estraneità
luci spente
silenzio
bussare dolcemente
per favore
vattene
disperazione
non dire una parola
stringere fianchi
testa sulla spalla
lasciarsi
dopo poco
intimiditi dalle giornate
passate
senza lacrime
normale
non vedersi più
sopravvissuti
in mezzo a centinaia
di bottiglie
bevute
non certo per
dimenticare

Alberto Ronchi, classe 1961 è laureato in filosofia. Ha svolto diversi mestieri: operaio, operatore culturale, amministratore pubblico. Attualmente è un insegnante (precario). Ha pubblicato due piccoli libri di poesia, entrambi nella collana fotocopie, editi da Modo Infoshop di Bologna. Le poesie sono tratte da: Anni meravigliosi, ottobre 2019.

 



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

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