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Antonio Spagnuolo: “Il gioco delle mele” e altre poesie

PAROLE A CAPO
Antonio Spagnuolo: “Il gioco delle mele” e altre poesie

Tempo di lettura: 3 minuti
Rubrica a cura di Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini
Da poche settimane è uscito Polveri nell’ombra, Edizioni Oedipus. Con questo volume di poesie, Antonio Spagnuolo partecipa al Premio Napoli 2020. Siamo felici per la sua collaborazione a Ferraraitalia e alla nostra rubrica.
(I Curatori)
Il gioco delle mele
Quello che adesso stringi fra le coltri
è soltanto il ricordo di follie
che rincorresti al tempo delle mele:
fantasmi
che ti ripetono gesti allucinanti.
Null’altro che illusioni aggrappate ad un sogno
rimasto indiscreto .
Lo spazio che le dita riuscivano a comporre
sgualciva l’orlo dei quaderni segreti.
Nel lampo che lo sguardo franava al passo
e ricamava le fantasie dell’orizzonte
tu eri la carne da mordere,
colorata per vaneggiamenti tutto svaniva inesorabilmente
tra le carte ed il video, in abbandono,
trattenendo le mani sul bordo delle vene
che scorrevano tra i minuti dell’ignoto.
Ecco i miei sogni radunati alla sera
pronti a sconvolgere il vuoto dei muscoli.
Pronti a rigare i margini del cielo
con le vocali di fuoco che disgregano il senso.
A volte torna, a volte riprende le parole
ed una luce forsennata
come il pensiero di colpa o di fuga
rinverdisce la pelle, nel passo liquefatto.
Non ha più senso la bocca inaridita
dove parlava il petalo a confondere
lo sciogliersi dell’onda.
All’improvviso ti svegli e chiedi una carezza
crogiolo di future inesattezze
punto e daccapo nel rombo di un naufragio.
Accade
E’ sempre la prima volta quando rincorro il tuo labbro
tra le nebbie del sogno , come per colpire, e punire
un incontro clandestino nelle spire del vento.
Incastonato buio recito il monologo
sfidando gli specchi e a goccia a goccia
confondo il sudore incandescente nelle parole incise alle pareti.
Il dubbio è nella storia ormai disfatta,
frammentata da scaglie ed irrequieta nel rivolo
di un arcobaleno indiscreto,
quasi lo spazio aperto a declinare nuove illusioni
nella tenue ragnatela che ti avvolge.
L’intarsio custode di esplosioni ritorna vertigine.
Ancora tu
Ancora tu riduci all’impotenza
vertiginosamente dilagando
tra le fauci affamate dell’inferno.
Dove c’è dato aprire una parola?
Dove portare il corpo che si estranea
nel lucore di morte, se non conosce sussulti?
Potesse adagiarsi l’illusione candida
fra gli alberi e gli uccelli, fra le strade deserte,
il respiro del vento sospingerebbe
il cervello che dorme nel torpore
a nuovi insulti, a leghe inaspettate
in cerca di vecchie musiche tra i versi.
Ora possiedi le metropoli stranite
a rinnovar l’infamia dell’insulto,
le lacrime che ripetono paure,
lo stupore di segrete solitudini,
trascinando galassie nei viali.
Impenetrabile alle stelle stringi
sanguinanti dita a radunare suoni
tra le incredibili lesioni della mente.
E’ l’alchimia della clessidra
che riduce frantumi del mio inconscio.
Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ’80 la rivista Prospettive culturali e, dal 1991 al 2006, la collana L’assedio della poesia. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura. Nel dicembre 2019, Lettera in versi, newsletter di poesie di BombaCarta, gli ha dedicato un numero monografico sulle sue ultime produzioni. Attualmente dirige la collana Le parole della Sybilla per Kairòs editore e la rassegna poetrydream
La rubrica di poesia Parole a capo esce tutti i giovedi su Ferraraitalia.
Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

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