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Cristiano Mazzoni: “Dal Batiguàza al Bronx” e altre poesie

Parole a capo
Cristiano Mazzoni: “Dal Batiguàza al Bronx” e altre poesie

Tempo di lettura: 3 minuti

“Vivere senza poesia è come navigare senza timone”
(Michele Gentile)

L’UBRIACO

Il fumo rendeva di ovatta l’aria umida della notte,
il porfido lucido, sembrava riflettere i pensieri intrappolati nelle luci dei lampioni,
rumore calpestato di crudi ricordi.
L’uomo barcollava ubriaco,
nel silenzio della città,
l’odore di tabacco, si mescolava ai vapori dell’alcool,
in un gorgo di solitudine, senza speranza.
La luna, da qualche parte nel cielo,
provava a riflettere in basso,
la luce del sole agli antipodi,
mentre l’ombra dell’uomo spariva,
ingoiata dalla nebbia.

 

NEGLI OCCHI L’AURORA

Negli occhi, il rosso dell’aurora,
il sole chiuso nel pugno,
come mantello l’arcobaleno,
e ai piedi ?
Scarpe rotte.
Camminiamo in montagna, di fianco ad un fiore,
fischia il vento e le idee di rivolta?
Non sono mai morte.
Immagina di vivere un sogno,
ma non sei l’unico,
lo condividi con i matti,
gli ottusi e gli ubriachi.
Sventola bandiera,
di rossa primavera.

 

DAL BATIGUÀZA AL BRONX

Case popolari a perdita d’occhio,
vecchie sedute a conversare sui gradini delle scale,
cortili chiusi da quattro mura,
pieni di indiani e cow-boy,
cerbottane, come gli aborigeni,
urla e strepitii infiniti rincorrendo il sogno di un pallone.
Poi la terra di nessuno, dietro al cinema,
un grande prato, mille compagnie a contendersi il territorio,
un sottopasso per l’inferno,
dove improbabili graffitari citavano Dante sui muri.
Il quartiere dormitorio, giovani distrutti,
regalavano la loro vita, appoggiati al nulla,
aria stantia, anticorpi contro la malavita;
eppure, siamo diventati adulti,
sempre grati alla borgata,
che ci ha insegnato a camminare.

 

MEDIOCRITÀ

Una vita vissuta tra il cinque e il sei
come a scuola,
i numeri delle mie maglie.

Perennemente sotto media,
nessuna arte, anche se di parte,
sussurri gridati,
urla silenziose.
Sassi che rotolano,
acqua che evapora,
un peso medio,
contro montagne di giganti.

(Poesie tratte da “I pensieri del comandante” di Cristiano Mazzoni  – Freccia D’oro edizioni, 2019)

Figlio unico di madre impiegata e padre sindacalista, Cristiano Mazzoni nasce a Ferrara, nell’autunno caldo del 1969, nelle case popolari a due chilometri dal centro cittadino. Ha pubblicato Batiguàza. Resoconto di una adolescenza (Este Edition 2011), Parole dissociate. Memorie e pensieri (Este Edition 2012). Nel 2014, in occasione dei mondiali di calcio, un suo racconto “Speriamo di non cadere”, viene inserito in una raccolta dal titolo Racconti Mondiali, edito da Autodafé Edizioni di Milano. Nel 2015 un suo racconto dal Titolo “Petrolchimico” è inserito in una raccolta pubblicata sempre da Autodafé. Con Autodafé pubblica il suo primo romanzo “Il Bar dei Giostrai” nel 2017, nel 2019 pubblica “I pensieri del comandante” raccolta di parole in colonna con Freccia d’Oro edizioni.
Gestisce una rubrica su Ferraraitalia.com “Gli spari sopra”.
E’ in redazione a “Lo Spallino” dove scrive di un grande amore.
Scrive, come autoanalisi, per raccontare, soprattutto a se stesso, che non è mai troppo tardi per autodeterminarsi.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

 

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