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Liliana Capone: “ll senso” e altre poesie
Tempo di lettura: 3 minuti

“La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane.”
(Pablo Neruda)

 Il senso

Graffianti, umilianti parole
nel profondo feriscono
Aprono a silenzi,
dimensioni lontane, solinghe
Ricuci, rattoppi:
il detto , il non detto, le pause,
i lunghi intervalli di tempo
trascorsi in un’arida, sterile guerra
quasi a dar un senso
a qualcosa che si perde nel vuoto
come corpo amorfo privo di testa
E allora taci,
meglio lasciar sbollire il non senso,
non chiudi la porta ma aspetti.
Domani il cielo sarà più chiaro
e il tutto riacquisterà un….senso!

 

Sono nata ieri…

Sono nata di febbraio…
un giorno di freddo pungente,
dai riccioli nevosi corteggiato
Camino scoppiettante a rischiarar
le attonite pareti
al lamento straziante di una madre
Brulicare di persone, parenti
Poi.. uno strillo: il mio
e benvenuta in questo mondo,
piccola e indifesa!
Emaciata, sospesa nel limbo della vita,
indecisa se restare tra i vivi
o dar retta alla voce di lassù
E l’altalena continua
a tenere il fil della speranza
Solo tenacia in quel corpo ostinato a mordere la vita
Abbarbicata, la testa reclina,
non mollare….
E crebbi come esile fuscello all’apparenza,
Col vuoto dentro
di un’esistenza strappata coi denti
Sgomitando, implorando per un gioco, un libro,
vivere, almeno, con una manciata d’amore!

 

Una donna

Il tempo di una donna si sgrana miseramente  nel giorno.
La sua compattezza, osteggiata, contesa, difesa…+
Doveri per l’uno, per l’altro,
a tacitare un ego sociale severo, impassibile.
Gli affanni tanti da togliere il fiato.
Le gioie ben poche…
Effimere, volano celandosi nell’incedere grigio.
Un pezzetto di pace per lei dovrà pur esserci…
ma dove, ma quando?
L’arrovello è potente, non districa, imbriglia, soffoca …
A tacitar la corsa diurna del cuore:
aria, respiro libero, notturno,
nell’ inceder più calmo
al ritmo naturale, vitale.
Al sonno abbandonate, le membra stanche, sopite,
disgiungon fisicità e fantasia.
Mentre ancora la mente galoppa,
in un gioco di irrefrenabile angoscia
che pace non ha.

Liliana Capone (Chieti). Insegnante di scuola primaria, (attualmente in pensione). Psicologa, regolarmente iscritta all’albo della regione Abruzzo. Ama la lettura e la scrittura, le considera: cibo per la mente, (permettono di pensare i pensieri), cibo per il corpo, (danno rilassatezza). La sua formazione socio-psico-pedagogica coadiuva l’introspezione nei rapporti umani.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui] 

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