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Livia Silvestri: “Cardosanto” e altre poesie

PAROLE A CAPO
Livia Silvestri: “Cardosanto” e altre poesie

Tempo di lettura: 3 minuti

“La scrittura è la pittura della voce”
(Voltaire)

CARDOSANTO

Una crosta di cardo arsa d’amore
sotto il lilla di un cielo che mischia calore.
Ascolto l’urlo di mani protese e di ossa
Batuffoli viola, spine, poche cose di nostro Signore,
un panno succhiato d’aceto e acqua rossa,
il bianco povero in canna e il suo dolore.

Schiocco di luce gialla asciutta
mi porta a croci leggere ed aria secca.
Fruscìo felpato di un pianto caldo, antico, contadino,
cuore e fiato di mandorla e mandarino.
Assaporo argilla e tappeti di foglie,
ascolto passi su passi in giorni di legna vecchia.

Raccoglimi adesso da questo mezzo sogno,
che pane al pane, vino al vino,
oggi trovo carezze e pizzichi di violino.

 

FLAVIANTE

Matti plumbei
Nuvoloni grassi
Sulla faccia gialla
Di foglie pasticciate
Sulla strada esausta
Di linee battute.

Un gatto passeggero sul balcone
Si affaccia sull’umore
Calpesta l’autunno stonato
Di accordi confusi
Di una chitarra acustica
Sul mio ventre,
ventre di donna che parte
contratto
indeciso
indurito
cosparso di lacrime…..
per te sorellina
che rimbalzi nei pensieri di novembre,
nella tua splendida Torino
dai tetti rossi robusti
dai vini neri spessi
e funghi profumati
e libri tarlati
e lampioni poderosi……
ricordo i passi di Gramsci
ragazzo sardo mangiato di tosse,
e i tuoi piccoli passi
di ragazza sognante
di occhi verdi e grigi
e sguardo curioso.
Portiamo le idee sulla pelle
Abbiamo il nostro tesoro….
Istruitevi,
Perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza!

 

GIÒ

Te ne andrai
come tante volte
in stile dorso
salutandomi ad ogni bracciata,

io rimango sull’onda di terra
fino a vederti piccolissima
nell’acqua nera dell’est.

Spuma impazzita
schiuma nel vento
e sulla corsa di un treno testardo,
il mattino dondola sui suoi vetri
e nelle lacrime dei viaggi:
quanti abbracci,
quanti occhi di pane,
quante morti.

Scorre il mare violento,
elegante,
increspando l’anima di nostalgia
per il tuo sorriso di bambina dispettosa.

 

METANO

Ho sentito la sirena del metano
quella che veniva dal pozzo in mezzo al mare
Sere d’inverno accatastati sui sedili
ad ascoltare il gelo
Orione succulento
quel fischio del metano per il tempo
le dita lunghe delle onde
distesa bianca di notte ghiacciata
invito a colmare le distanze
Ho sentito la morsa nel cuore
per un gennaio perduto
nel travertino di singhiozzo del lungomare
Avevo una faccia prepotente
un idioma guerrigliero
un amore a cielo nero
Ho sentito la sirena del metano
con la faccia di madre
con le costole rotte
ho sentito la morsa nel petto
riprendendo la corsa sulla sabbia gelata
per andare incontro al sapore sincero di parole ossute

levigate da acqua e vento

Livia Silvestri è nata a Lanciano (Ch) il 01/06/1973 Ha studiato Filosofia a Bologna e Servizio Sociale a Trieste. L’interesse per i temi sociali e civili ha sempre caratterizzato sia le scelte professionali che gli scritti letterari. Vive e lavora in Abruzzo.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui] 

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