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Partigiani oggi, Marco Bortolotti. “Contro la cultura del tutto subito e del tutto è lecito”

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Marco Bortolotti, funzionario Enel

Per quel che mi riguarda a volte mi sento davvero un partigiano, un combattente, perché mi rendo conto che mi trovo su posizioni che la società di oggi ignora, o peggio ancora combatte.
Il mio caposaldo è l’integrità morale dell’essere umano. Da questo caposaldo si dipanano vari filoni: la lealtà, il rispetto dell’altro e della vita in senso assoluto (sotto ogni forma), l’onestà, la dedizione verso gli altri (carità se vogliamo chiamarla così). L’essere umano, in quanto tale, non può dal mio punto di vista prescindere da ciò perché se venisse meno questo modo di essere decadrebbe la condizione prima di ciò che può essere il senso della nostra esistenza.
Il nemico più grosso da combattere è il messaggio che la società stessa tenta di trasmettere, in particolar modo ai giovani, minando alla base il grattacielo del futuro del genere umano.
Il messaggio trasmesso è del possedere, tutto e subito, senza sacrificio, e del tutto lecito. Qualsiasi cosa è lecita, purché porti benessere. E con questo perde valore tutto: il rispetto dell’altro, della vita, degli esseri viventi, della natura. Diventa lecito rubare per fare profitto. Diventa lecito uccidere per l’economia. Diventa lecito tutto purché faccia stare bene se stessi. Altra cosa il sacrificio, per gli ideali, per la famiglia, per gli animali, pura follia per la società contemporanea che riconduce l’unico metro concepibile all’economia ed al denaro.

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