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Partigiani oggi, Mario Rebeschini: “Manca il coraggio di prendere un megafono…”

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Mario Rebeschini, fotografo

Quando in una assemblea infuocata all’università si voleva creare un momento di attenzione il megafono gridava: “Attenzione compagni, attenzione, prende la parola un partigiano, il compagno L.P”. Ed ecco L.P. dire parole di condivisione alle nostre battaglie con le raccomandazioni di un padre che stimi. Chi ha il coraggio oggi di dire: “Prende la parola un compagno, il partigiano R.M. per ricordarci con forza i grandi valori della resistenza” o, come ricorda l’amico e compagno Sergio Gessi, “dei padri fondatori dell’Italia libera e repubblicana e dei milioni di uomini e donne che si impegnarono e si batterono, anche a costo della vita, per consegnare ai figli un Paese che garantisse a tutti un’esistenza degna d’essere vissuta”. Poveri partigiani, poveri noi, mi viene da pensare, ma non lo dico a nessuno.

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