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Pediatra e profughi: cortina fumogena nel basso ferrarese

Da: Comitato Salvaguardia Ospedale del Delta

Ci siamo ancora, siamo sempre più nel ridicolo! Eccoci all’ennesima notizia fuorviante inerente la sanità, una notizia che colpisce i “non addetti ai lavori”: ovvero la cittadinanza, in questo caso quella del basso ferrarese. Riepilogando: qualche giorno fa un’indiscrezione giornalistica pone l’interrogativo su un’eventuale collocazione di profughi all’interno del terzo piano dell’Ospedale San Camillo di Comacchio, da questa notizia alcuni amministratori della cosa pubblica e vertici di partiti politici dichiarano che se la pediatria di gruppo fosse stata attivata , ovviamente al San Camillo, l’eventualità del collocamento dei profughi all’interno del nosocomio non sarebbe più fattibile: ma scherziamo?!? Nemmeno nei migliori racconti di fantascienza si potrebbe immaginare una tale situazione! Non si può procurare un allarme sociale, affermando che dei profughi andranno ad occupare parte di una struttura socio-sanitaria ATTIVA (come l’Ospedale San Camillo di Comacchio): la magistratura dovrebbe immediatamente attivarsi per comprendere la fondatezza delle informazioni rilasciate ed agire, di conseguenza, in rapporto a quanto evidenziato dalle indagini. Non è possibile che l’AUSL di Ferrara non sapesse nulla e che il Prefetto stesse facendo tutto quanto in sordina, non è credibile. E’ venuto il momento che le autorità coinvolte (l’AUSL l’ha già fatto) rilascino comunicati ufficiali per chiarire chi mente in questa vicenda, una vicenda che ha il sentore di ‘terrorismo psicologico’ nei confronti della popolazione comacchiese, specialmente dopo i fatti di Gorino (che non commento per rispetto nei confronti della cittadinanza del basso ferrarese, dato il massiccio processo mediatico che ha dovuto subire inerme). Inoltre sia alcuni amministratori della cosa pubblica che i vertici di alcuni partiti politici hanno praticamente dichiarato: correte ad attivare la pediatria di gruppo così non arrivano i profughi! In questo caso l’oramai dito inquisitore, che addita al ‘razzista’, deve ora puntare verso una direzione ben chiara, ma questa è una valutazione che la popolazione deve fare in autonomia, senza suggerimento alcuno. Veniamo alla pediatria di gruppo, passata come un surrogato del reparto di pediatria ‘amputato’ all’Ospedale del Delta di Lagosanto: una grandissima cortina fumogena per l’utenza!
Questo servizio esiste già attraverso quegli stessi pediatri di libera scelta che già operano sul territorio, verrebbero semplicemente accorpati e quindi, come affermò Antoine-Laurent de Lavoisier, “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”. Infatti siamo di fronte ad un mero accentramento di un servizio già esistente: fermo restando che un reparto di ricovero per l’utenza pediatrica, efficacemente costruito a Valle Oppio negli anni, è stato smembrato “senza pietà” ai danni della popolazione che è stata tutta accentrata su Cona. Infine accusare la Consulta Popolare San Camillo, i quali componenti riteniamo essere eroi contemporanei, di avere danneggiato la sanità pubblica sarebbe come accusare Papa Francesco di satanismo: un’assurdità! Si sa che la politica è spietata: stavolta però è divenuta cosa ancor peggiore, ovvero SPREGEVOLE.

Nicola Zagatti – portavoce

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