1 Dicembre 2016

Del referendum dico: “Per fortuna che sta finendo”

Redazione

Tempo di lettura: 4 minuti

di Diego Gustavo Remaggi

Per fortuna ci siamo, in lontananza si sentono ancora gli ultimi spari delle cartucce in tasca ai due schieramenti. In sostanza, poca a dir la verità, lo schieramento del sì ha avuto un approccio del tutto inadeguato alla campagna referendaria. I contenuti sono molto pochi, il terrorismo indirizzato alla paura del post 4 dicembre è tanto. Ad esso si legano tanti temi, dalla salute alle sorti economiche del Paese stesso. Questo, all’insegna di un cambiamento, ma non di un cambiamento positivo o negativo, di un cambiamento e basta, come se bastasse il significato lessicale stesso del termine a darne una connotazione squisitamente vantaggioso per il Paese. L’importante è arrivare al 5 dicembre e cambiare pagina, dice Renzi, poi si vedrà. Ma davvero funzionerà come scommessa sul futuro?

Essenzialmente la presa di posizione renziana è basata sull’accentrare i favori delle classi sociali che qualche soldino nelle tasche lo hanno ancora, quella che viene definita “maggioranza silenziosa”, storicamente e giornalisticamente parlando: “vari movimenti d’opinione di ispirazione cattolica, conservatrice o moderata”. Ma diciamo pure che dalla sua, Renzi, ha anche una bella mano d’aiuto da endorsment internazionali, dall’Ocse e quotidiani schierati con corrispondenti dalla camicia bianca slip fit d’ordinanza. Qualche esempio? Il Financial Times che profetizza il fallimento di otto banche italiane in caso di vittoria del no, il Daily Telegraph che calca la mano sul pericolo dell’uscita dall’euro, Figaro che sostiene l’inquietudine dei mercati facendo confusione tra Brexit e vittoria del No. Se vogliamo dirla tutta, nei noti pastoni da quarta o quinta pagina si butta nel mezzo anche il temutissimo fallimento del vertice di Vienna sui tagli alla produzione petrolifera. Sì, è chiaro che non c’entra assolutamente nulla, ma fa numero e fa gioco.

In realtà nulla di tutto ciò ha un qualche fondamento reale. Partecipando, per lavoro, a diverse iniziative da parte dei diversi schieramenti ho potuto notare una cosa, interessante ma al tempo stesso significativa delle due diverse organizzazioni referendarie. Quasi tutte gli eventi organizzati dai sostenitori del sì hanno avuto in cartellone nomi “grossi” della politica nazionale e regionale, che non si sono fatti mancare di nulla, dalle spillette ai materiali informativi stampati con un design certosino e ovviamente costoso, a meno che pure chi si è occupato della parte editoriale non lo abbia fatto a gratis, ma ne dubito. Gli eventi organizzati dal comitato per il no hanno basato la loro campagna su una diffusione capillare di micro-esposizioni, mini-relazioni con cui hanno intrattenuto un vasto pubblico votante. Dalla loro, associazioni come Anpi, Arci, sindacati, comitati civici eccetera, con pochi nomi in vista e tanta discussione data dagli incontri con cultori della materia, accademici o costituzionalisti.

Personalmente ho trovato più convincente la campagna referendaria del No, e non solo perché io mi trovi già politicamente vicino ad un partito che sostiene un tale esito del referendum, ma perché è stata nella sostanza più efficace sotto ogni punto di vista, sia dal campo comunicativo che da quello più strettamente politico. Ritengo che Matteo Renzi abbia in qualche modo voluto dividere in due il Paese con una riforma costituzionale e questo per me è già un segnale “sospetto” della sua politica aperta al cambiamento indefinito di una identità sociale e civile come quella italiana. Un cambiamento in cui non riesco a vedere nessuna accezione positiva, specie se considerato esso stesso come punto di forza della campagna per il si. Un cambiamento non è un valore di per se: le cose possono cambiare in meglio o in peggio. Tralasciamo pure il fatto che sia di per sé improprio che un governo si faccia promotore di una revisione costituzionale, non è affatto inclusivo non permettere a tutte le forze politiche rappresentative degli italiani di potersi sentire parte di un così importante cambiamento.

Ne va del ritenere l’Italia un paese unito e nel volerlo disgregare soprattutto nella sua rappresentanza politica. E questo a me proprio non piace. Per tale motivo, assieme a tanti altri, voterò con molta serenità e sicurezza il mio no al cambiamento della Costituzione.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Redazione

Redazione

Ti potrebbe interessare:

  • Il treno di Margherita
    …un racconto

  • fiume bambini pesca alberi

    Agosto 1959 – Gli zufoli di Sambuco

  • La lingua corrotta della campagna elettorale

  • I SIMBOLI ELETTORALI SONO 101
    ma milioni di italiani restano senza rappresentanza

  • Per certi versi /
    La pineta di Volano

  • L’Angelo della conoscenza

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

  • La Fiamma

  • Le storie siamo noi

  • esperto, sapiente, lettore accanito

    Il Governo dei Migliori e i Migliori tra i docenti.
    La grottesca lotteria inventata dal ministro Bianchi.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi