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Per il ciclo di incontri “Faccio cose …. vedo gente. I mercoledì delle Scienze Giuridiche”, il 26 novembre il Prof. Alessandro Somma presenta la ricerca “Germania, Europa e crisi del debito”

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da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Si conclude mercoledì 26 novembre alle ore 17.30 nella Sala Consiliare del Dipartimento di Giurisprudenza, (corso Ercole I d’Este, 44), l’edizione 2014 del Ciclo di incontri Faccio cose… vedo gente. I mercoledì delle Scienze Giuridiche, organizzati dallo stesso Dipartimento e aperti alla città, nel corso dei quali docenti e ricercatori presentano le proprie ricerche per consentire una più approfondita conoscenza della loro attività scientifica.

Sarà Alessandro Somma, Professore Ordinario di diritto comparato e Delegato del Rettore per le attività culturali e città universitaria, ad illustrare la ricerca “Germania, Europa e crisi del debito”. A presiedere l’incontro sarà Gian Guido Balandi, Professore ordinario di Diritto del lavoro del Dipartimento di Giurisprudenza di Unife.

Ed è lo stesso Prof. Somma ad anticiparci il tema della ricerca… “Alla conclusione del secondo conflitto mondiale, quando si stavano consolidando i fronti della guerra fredda, gli Stati Uniti ispirarono la nascita dell’Organizzazione per la cooperazione economica europea, voluta per vincolare i paesi destinatari degli aiuti ai principi del capitalismo. Furono in tal modo definite le basi per la costruzione europea, che negli anni si sarebbe sviluppata seguendo uno schema analogo: i paesi che intendono prendervi parte e usufruire dei relativi vantaggi devono in cambio realizzare riforme di matrice neoliberale. Il medesimo schema caratterizza l’attuale modo di affrontare la crisi del debito, per cui, da un lato, si impone il pareggio di bilancio e, dall’altro, si accorda assistenza finanziaria ai soli paesi che si impegnano a diminuire le uscite, a incrementare le entrate, e a liberalizzare i mercati, incluso quello del lavoro. Il tutto nel disprezzo del meccanismo democratico, sacrificato, come nella prima metà del novecento, al sostegno del meccanismo concorrenziale”.

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