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Peruffo, Diamanti: “La priorità è trovare una soluzione utile a città e turismo”

Da: Paola Peruffo Consigliere Comunale Forza Italia Ferrara

La diatriba Comune-MIBAC sulla vicenda di Palazzo Diamanti rischia di fare solo danni per Ferrara. Più si avvicinano le elezioni più le scelte amministrative da strategiche si trasformano in capisaldi da rivendicare a fini elettorali, a uso e consumo dei propri “tifosi”.

Non condivido questi principi, specie se in gioco ci sono i simboli stessi di questa città. Avvallo, invece, in massima parte quanto proposto dall’architetto Malacarne, presidente della sezione locale di Italia Nostra. I problemi connessi alla passarella di Palazzo Diamanti non possono non tener conto di come agire durante il periodo transitorio ai lavori di ampliamento, come anche e soprattutto in relazione al futuro contenitore-Diamanti.
Premesso – da cittadina e non da tecnico del settore – che confido in una soluzione meno invasiva possibile, è fondamentale capire quale sarà la funzione definitiva di Palazzo Diamanti. Peccato che Tagliani, al di là di opere positive di cui è giusto riconoscergli i meriti, abbia troppo spesso peccato di mancanza di confronto con certi ambiti della città, in particolare con l’opposizione, senza accettare critiche costruttive in ottica di sviluppo sostenibile.

Tornando alla questione centrale, così come impostate sinora, le mostre ai Diamanti hanno sempre “oscurato” la Pinacoteca Nazionale. Malacarne ha indicato una soluzione a mio avviso intelligente: quella di valorizzare l’intero Quadrivio dei Diamanti. Ciò prevede il pieno coinvolgimento di Palazzo Prosperi Sacrati che, sfruttando i fondi post-terremoto unitamente ai fondi per il Ducato Estense, donerebbe nuova vita a quest’ultimo edificio storico, ospitando le grandi mostre temporanee e facendo al contempo rinascere la Pinacoteca Nazionale ai Diamanti con gli adeguati (e non irreversibili) lavori di adeguamento. Tutto ciò a pieno vantaggio dei turisti che, in pochi metri, riceverebbero un’offerta artistica di primissimo livello.
Si tratta di un’idea di base, aperta a varie sfaccettature, su cui si potrebbe ragionare per il bene della città.

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