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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia Romagna

Nel Tavolo di confronto regionale ribadita la necessità di un urgente incontro della Regione Emilia-Romagna, possibilmente insieme alle Regioni Veneto e Lombardia, con il Ministro delle Sviluppo economico per conoscere la volontà del Governo nei settori strategici della chimica e dell’energia. L’assessore regionale Palma Costi interverrà il 5 dicembre a Roma all’Assemblea nazionale indetta dal coordinamento sindacale unitario del gruppo Eni

Un urgente incontro da parte della Regione Emilia-Romagna, possibilmente insieme alle Regioni Veneto e Lombardia, con il Ministro delle Sviluppo economico per conoscere la volontà del Governo nei settori strategici della chimica e dell’energia. Questo per mantenere la competitivita del quadrilatero padano, costituito dai poli di Porto Marghera Mantova Ferrrara e Ravenna. È questa, in sintesi, una delle richieste emerse dall’incontro che si è svolto in Regione per discutere della situazione del settore della chimica e della energia ed in particolare della situazione e delle prospettive degli insediamenti di Ravenna e di Ferrara. Al tavolo – convocato all’ssessore alle Attività produttive Palma Costi – sono intervenuti i rappresentanti istituzionali dei Comuni e delle Province di Ravenna e Ferrara, i rappresentanti di Unindustria Ferrara e Confindustria Ravenna e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil di Ravenna e Ferrara. Nell’occasione si è dato conto dell’incontro con ENI e ENI-Versalis del 17 novembre scorso alla presenza degli assessori regionali Palma Costi e Patrizio Bianchi ed un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico.
Tra le richieste indirizzate al Governo anche la garanzia del mantenimento del ciclo dell’etilene per non pregiudicare i due petrolchimici emiliano-romagnoli e le produzioni manifatturiere della filiera ma anche l’estrema urgenza di portare al tavolo del Governo la necessita di confermare i piani di investimento di ENI e ENI-Versalis e le puntuali informazioni riguardo le caratteristiche e le garanzie che stanno alla base della ricerca di un partner privato nella compagine societaria di Versalis.
L’assessore regionale Palma Costi ha annunciato al termine dell’incontro che ha accolto l’invito fatto da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil Emilia Romagna a intervenire, a Roma il prossimo 5 dicembre, all’Assemblea nazionale indetta dal coordinamento sindacale unitario del gruppo Eni, alla presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


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di Piermaria Romani

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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