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Pippo Delbono alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca

Tempo di lettura: 3 minuti

da: Associazione Culturale Balamòs

Balamòs Teatro organizza un incontro di laboratorio con Pippo Delbono, Venerdì 6 Marzo 2015, alle ore 16.00 nell’ambito del progetto teatrale Passi Sospesi diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, (incontro riservato alle donne detenute) in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. La compagnia di Pippo Delbono sarà presente dal 4 all’8 Marzo al Teatro Verdi di Padova con lo spettacolo Orchidee.
Pippo Delbono , autore, attore, regista, è nato a Varazze (SV) nel 1959. Negli anni 80 ha iniziato gli studi di arte drammatica in una scuola tradizionale che ha lasciato in seguito all’incontro con Pepe Robledo, un attore argentino proveniente dal Libre Teatro Libre. Insieme si sono trasferiti in Danimarca e si uniscono al gruppo Farfa, diretto da Iben Nagel Rasmussen, attrice storica dell’Odin Teatret e Delbono ha iniziato un percorso alternativo alla ricerca di un nuovo linguaggio teatrale. Si è dedicato allo studio dei principi del teatro orientale che ha approfondito nei successivi soggiorni in India, Cina, Bali, dove fulcro centrale è stato un lavoro minuzioso e rigoroso, dell’attore sul corpo e la voce. Nel 1987 ha incontrato Pina Bausch che lo ha invitato Wuppertaler Tanztheater, segnando profondamente il percorso artistico del regista.
Lo stesso anno ha creato il suo primo spettacolo, Il tempo degli assassini e in seguito: Morire di musica, Il Muro, Enrico V, La rabbia, Esodo, Itaca, Her Bijt, Il Silenzio, Gente di plastica, Guerra (e l’omonimo documentario), Urlo, Racconti di Giugno, Questo buio feroce, Grido (lungometraggio), La Menzogna, La Paura (lungometraggio), Blue Sofa (lungometraggio), Dopo la battaglia, Obra Maestra (opera lirica). Barboni è stato lo spettacolo che vede protagonista Bobò, un piccolo uomo sordomuto e analfabeta, incontrato casualmente in un laboratorio nel manicomio di Aversa, dove era rinchiuso per 45 anni. Pippo Delbono ha riconosciuto in Bobò e nella sua capacità gestuale i principi del teatro orientale. Gli elementi che Delbono aveva appreso dopo lunghi anni di training erano presenti come dote acquisita in Bobò, un attore capace di accompagnare con precisione il suo gesto teatrale nella totale assenza di retorica. In seguito si sono aggiunti Nelson Lariccia, un ex clossard, e Gianluca Ballarè, un ragazzo down. Delbono ha motivato la scelta di questi attori, perché ritenuti tra i più capaci ed abili ad incarnare la sua visione poetica di un teatro basato sulle persone e non sui personaggi, un teatro non psicologico, lontano dai cliché insegnati nelle scuole e nelle accademie. Gli spettacoli di Delbono non sono allestimenti di testi teatrali ma creazioni totali, gli attori sono parte di un nucleo che si mantiene e cresce nel tempo.
Intorno a queste figure ed oltre alla presenza di Pippo Delbono e Pepe Robledo, si sono aggiunti anche gli attori Dolly Albertin, Margherita Clemente, Ilaria Distante , Simone Goggiano, Mario Intruglio, Gianni Parenti e Grazia Spinella. La Compagnia Delbono, ha fatto tappa in più di cinquanta paesi e oggi rappresenta una delle più note realtà italiane teatrali nel mondo.

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