20 Luglio 2022

Più di Undici
Storia Passionale di Amore e Ludibrio (SPAL)

Nicola Cavallini

Tempo di lettura: 5 minuti

 

Non esiste in Europa una squadra di calcio il cui nome sia un acronimo più raffinato di SPAL: Società Polisportiva Ars et Labor (esiste CSKA, ma sta per Club Sportivo dell’Esercito, una cosa molto più dozzinale). Così come non esiste in Europa una Curva di tifosi che abbia scritto una storia collettiva (ma anche molto individuale) di sè e l’abbia pubblicata in veste di romanzo, con tanto di codice ISBN. Con un’eccezione: la Curva Ovest di Ferrara, la cui lingua ufficiale è un dialetto da grezz e aldamar, contraltare della raffinatezza latina dell’acronimo.

Non ho mai capito come si fa a scrivere un libro a quattro mani, figuriamoci a trenta. Non ho mai davvero capito come fa il collettivo Wu Ming a scrivere, e quando l’ho chiesto a uno di loro, Wu Ming 1, mi ha risposto che nelle loro riunioni si scannano a parole fino a venire (quasi) alle mani. Questo produce un miracoloso compromesso al rialzo, che tiene il radicale e scarta il pallido. Il contrario del compromesso al ribasso, che tiene il pallido e scarta il radicale. Credo che il meccanismo sia il medesimo della scazzottata: dopo che ti sei picchiato, quello non è più un tuo nemico, perchè hai eliminato il non detto, ma anche il non fatto. Vi siete detti tutto e vi siete spaccati la faccia. Non c’è più spazio per covare il rancore, e questo fa scaturire addirittura la possibilità di un’amicizia.

Per capire come la Curva Ovest ha potuto scrivere “Più di Undici” ho condiviso una birra al circolo Blackstar, a margine della seconda presentazione “pubblica” del libro, con quattro di loro: Michele, Cristiano, Filippo e Marco. Mi hanno spiegato che alcuni membri della Ovest erano soliti scrivere piccole storie, tipo resoconti di trasferte o partite speciali, che poi venivano diffusi in Curva. Poi è lentamente maturata l’idea di scrivere dei racconti “finiti”, che si esaurivano nella vicenda narrata all’interno della singola storia. Ogni racconto aveva un protagonista: ognuno di questi (alla fine) quattordici personaggi è un dropout, ma più che di emarginati sociali (c’è anche qualche professionista in carriera) è appropriato parlare di persone che si trascinano dietro un nodo esistenziale irrisolto, e che hanno un punto in comune, pur non conoscendosi: un passato da ultrà della Curva Ovest, o perlomeno da appassionato curvaiolo dei tempi che furono. Qui sta la chiave di questa pionieristica opera di artigianato collettivo: dall’integrato allo scoppiato, ognuno di questi caratteri si ritrova a fare i conti con il suo passato, o prova a dare una svolta al suo presente, scegliendo come luogo fisico e simbolico di approdo lo stadio del Rapid Bucarest, dove la Spal deve giocare l’andata di un fantasmatico preliminare estivo di Europa League. Ad un certo punto, il gioco delle casualità e delle combinazioni fa in modo che le strade di questi personaggi si intersechino, si mescolino, e diventino una storia collettiva fatta di tante singole imperfezioni, rimorsi, rimpianti, inadeguatezze, scelleratezze. L’operazione di intersezione dei personaggi mi ha ricordato, in qualche modo (e non sembri sacrilego il paragone), quello che lo sceneggiatore del film America Oggi di Robert Altman fece con i personaggi di alcuni racconti di Raymond Carver, in origine separati l’uno dall’altro e invece intrecciati nella trama livida della pellicola che da essi prendeva spunto.

A Ferrara non si dice “vado allo stadio”, ma “vado alla Spal” . Per chi non si è perso una trasferta, nemmeno a Santa Croce contro il Cuoiopelli o a Solbiate, sfidando il ludibrio post-fallimento e credendo all’incredibile, cioè ad una Spal che dalla Lega Pro arriva alla serie A in tre anni, non può apparire impossibile nemmeno una “improbabile trasferta” a Bucarest, come la definisce il collettivo LAPS (Laboratorio Autonomo Produzioni Spalline). Chi invece alla Spal andava da ragazzino ma poi l’ha persa di vista, per disamore, scoramento o perchè la vita l’ha portato lontano dal Mazza, proverà un brivido nel rileggere la incomprensibile, arcana cantilena che negli anni settanta lo speaker gracchiava pochi minuti prima dell’inizio della partita: sigma, novaghemo, monocura . Erano prodotti per l’agricoltura, ma per le orecchie di un bambino erano le parole d’ordine esoteriche che preludevano all’ ingresso delle squadre in campo, quando il cuore batte a mille. Chi infine vuole provare l’emozione straniante e rassicurante di sentir parlare in dialetto ferrarese trovandosi in un lontano altrove straniero (a chi non è capitato di sentir esclamare un maial! in capo al mondo?), si tuffi dentro le pagine di “Più di Undici”:

La luce del fumogeno illuminava gli avversari: si distingueva nettamente il viso di Aldro su una, due, tre maglie delle ombre avversarie. “Fermi! Fermi! A sén ad Frara anc nualtar!”…In un secondo l’elettricità nell’aria si dissolse in uno scoppio di risa, pacche sulla schiena e cori. C’erano tutti: quelli di Barco e di Vigarano, Claudio col suo megafono e il gruppo dei giovani con Sambo in testa. Tutti si abbracciarono ridendo in mezzo al fumo delle torce. I due pullman dispersi a Trieste si accodarono agli altri tre e si ricostituì la colonna. Era tempo di ripartire. Il confine con la Romania non era lontano. 

Oggi, 20 luglio 2022, “Più di Undici” sarà presentato allo Spazio Grisù-Consorzio Factory Grisù a partire dalle ore 19.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Nicola Cavallini

E’ avvocato, ma ha fatto il bancario per avere uno stipendio. Fa il sindacalista per colpa di Lama, Trentin e Berlinguer. Scrive romanzi sui rapporti umani per vedere se dal letame nascono i fiori.
Nicola Cavallini

Ti potrebbe interessare:

  • Vecchi, ricchi, “condizionati” … e una gran paura della morte:
    cronaca di un dialogo impossibile

  • La tirannia del tempo
    …un racconto

  • SENZA UN’IDEOLOGIA IL PD HA PERSO LA SUA IDENTITÀ.
    Corre verso il Centro e non convince gli italiani.

  • LO STESSO GIORNO
    Quando i poveri eravamo noi: non dimenticare Marcinelle

  • Diario di un agosto popolare
    7. LA BOLLA SVEDESE

  • LA SALUTE DEL NOSTRO MARE
    Goletta verde è arrivata a Porto Garibaldi

  • VERTENZA EX GKN:
    tavolo istituzionale a un’impasse

  • Diario di un agosto popolare
    6. FINCHÉ C’É LA SALUTE

  • mare

    Per certi versi
    La vita è come il mare

  • frammenti terracotta tegole

    ERNESTO BALDUCCI: UNA TESTIMONIANZA
    “Guardare con speranza ai segni del tempo”

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi