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Presentato in Consiglio provinciale il progetto Polo pesca

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da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Massimiliano Urbinati, dirigente scolastico dell’istituto Remo Brindisi di Lido Estensi, Giovanni Lolli, responsabile del Cfp di Cesta (Copparo), e Isabella Fedozzi, dirigente dell’istituto Guido Monaco da Pomposa (Codigoro), hanno presentato al Consiglio provinciale il progetto Polo pesca

“Una prospettiva di sviluppo – ha detto Urbinati – cofinanziato da Regione e Stato rivolto al territorio e al mondo produttivo”.

Iniziativa che si sviluppa su due filiere: formativa e produttiva.

Nella prima sono coinvolti gli istituti scolastici Remo Brindisi (Lido Estensi), Orio Vergani (Ferrara), Guido Monaco da Pomposa (Codigoro) e il Cfp di Cesta (Copparo).

Della filiera produttiva, invece, fanno parte la Coop Estense (Modena), il Village Florenz (Lido Estensi), la coop pescatori di Goro, la società Adriatica di Gorino e la società consortile Cogetour (Comacchio), mentre contatti sono in corso con la VM Motori di Cento.

L’inaugurazione della nuova opportunità formativa è prevista fra il 25 e il 28 maggio prossimo e l’avvio delle attività d’aula sono previste a settembre 2015.

Lo sguardo è rivolto principalmente ai settori pesca, nautica, turismo, ambiente ed enogastronomia, con lo scopo di mettere in piedi un vero e proprio sistema di valorizzazione e certificazione di prodotti e percorsi, nell’ambito di una vera e propria operazione qualità che metta insieme innovazione e tradizione.

In prospettiva, il sistema formativo guarda anche a future collaborazioni con gli istituti tecnici superiori e con l’Università.

Già nel 2012 la Regione Emilia-Romagna avviò una sperimentazione di quattro poli, uno dei quali ora è quello ferrarese, realtà unica del genere su base nazionale.

La formazione di nuove figure professionali legate agli ambiti tematici specificamente ferraresi saranno rivolte alla filiera produttiva attraverso gli strumenti dell’alternanza, gli stages, apprendistato e tirocini, per interfacciare formazione e mondo del lavoro.

“La proposta – ha aggiunto Isabella Fedozzi – vuole porsi anche in contrasto al fenomeno dell’abbandono scolastico, particolarmente sentito nell’area del delta, per indurre i più giovani a investire in conoscenza per il loro futuro professionale”.

“Al termine del percorso formativo – ha concluso Giovanni Lolli – l’intento è di aggiungere ai vari titoli di studio acquisiti una sorta di certificazione specifica del territorio”.

In pratica il progetto del Polo pesca vuole essere un’opportunità di lavoro che consiste nel crearlo, da un lato, valorizzando con nuovi contenuti professionali le peculiarità del territorio.

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