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Presentazione dell’autobiografia dell’84enne Vittorio Mangherini: dall’antifascismo al sindacato, da talent scout calcistico a podista instancabile

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Da Organizzatori

Martedì 17 ottobre, alle ore 21, presso il bar della frazione di Torre Fossa in via Bassa (sede del gruppo sportivo Quadrilatero) si terrà la presentazione del libro d’esordio dell’ottantaquattrenne Vittorio Mangherini: “Vita di un uomo ‘scomodo’ da quando era bambino. La Resistenza, il sesso, l’amore, la Spal (e il magna-magna dei partiti ferraresi)” (Faust Edizioni, collana di narrativa ‘I nidi’).
La partecipazione è libera e gratuita.

VITTORIO – Vittorino all’anagrafe – MANGHERINI, nato nelle campagne di Jolanda di Savoia (Ferrara) il 18 maggio 1933, racconta con penna ora tenera, ora tagliente la sua vita rocambolesca dedicata alla famiglia, alla politica e allo sport.
Da quando, bambino con le braghe corte, consegna a Ostellato e Migliarino i messaggi degli antifascisti durante la Resistenza e si prende gioco sia dei tedeschi facendo – tra le altre cose – affondare un sergente in un letamaio, sia delle guardie vallive pescando di frodo le anguille senza farsi mai acchiappare. Fino ai primi amori tastati nel buio di un cinema o sui carri del fieno, per arrivare alla riforma agraria, al matrimonio con Emma e all’assunzione in ospedale, agli incontri con Pietro Nenni e Palmiro Togliatti che lo incitano a proseguire nel suo impegno di sindacalista e comunista progressista («La sinistra amministra male la cosa pubblica. Gente poco adatta dirige tutta la produzione ferrarese», «Mi viene il primo dubbio sul comunismo e mi dico: “Se questo è il comunismo reale io non ci sto”» sarà il filo rosso che annoda le sue pagine più deluse).
Talent scout di giovani promesse calcistiche per conto della Juventus, del Bologna e del Cesena, l’autore ricorda con emozione il primo capitano della Spal in serie A Giovanni Emiliani (le cui scarpe, da ragazzo, ha indossato orgoglioso) e l’amicizia fraterna tra il talentuoso figlio Oriano Mangherini (pupillo di Paolo Mazza che rinuncerà al professionismo per un problema di salute) e Ruben Buriani ai tempi della loro militanza nelle giovanili bianco-azzurre.
Viene, infine, tratteggiata la dinamica figura del Vittorio Mangherini organizzatore di eventi: la fondazione della polisportiva Quadrilatero a Fossanova San Marco, e la promozione del podismo quale disciplina alla portata di tutti («Alla fine della mia carriera podistica lunga ormai quarantaquattro anni, ho totalizzato una cifra astronomica di chilometri: oltre centocinquantamila. Significa due volte il giro della terra»).

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