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Progetto europeo Intermodal, firmato il Manifesto Adriatico a chiusura dei lavori

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Alberto Mazzotti

Presentato il Manifesto Adriatico al termine del progetto europeo Intermodal: una condivisione per promuovere l’Adriatico come un grande bacino turistico intermodale.

E’ stato presentato ad Ancona, dai rappresentanti tecnici dei vari partner di progetto (l’assessorato al Turismo della Regione Emilia-Romagna, il Ministero dei Trasporti dell’Albania, il Comune albanese di Valona, il Comune di Jesi, la Contea di Spalato-Dalmazia, l’assessorato alla Mobilità della Regione Puglia, il Comune croato di Sebenico, Dunea-Agenzia per lo sviluppo locale della Contea Dubrovnik-Neretva, l’assessorato ai Trasporti della Regione Marche e il Comune di Ancona) il Manifesto Adriatico, ovvero l’atto conclusivo del progetto europeo Intermodal (INTERmodality MOdel for the Development of the Adriatic Litoral zone).

Obiettivo prioritario del progetto – che si è sviluppato nell’arco di tre anni, sia attraverso azioni comuni che con iniziative sviluppate da ogni singolo partner sul proprio territorio – era contribuire alla creazione di un sistema di mobilità intermodale sostenibile, quale strumento di qualificazione e promozione turistica nell’area dell’Adriatico; condividendo tra i partners modelli di mobilità sostenibile basati sulle diverse forme di trasporto intermodale, e creando una rete internazionale di enti e soggetti che adottano forme di intermodalità sostenibile.

Il progetto ha dunque portato all’elaborazione di una “Strategia comune sull’intermodalità nelle località turistiche delle zone costiere adriatiche”, che parte dal considerare il bacino Adriatico come un prodotto turistico unico, da promuovere e promocommercializzare tutti insieme: un’offerta turistica unitaria – basata sul concetto dell’Adriatico come destinazione, al pari dei grandi laghi o delle catene montuose – che rappresenterà una novità in molti campi dell’economia e della cultura. Il vantaggio sarà mostrarne da un lato tutta la interconnessione trasportistica possibile, e dall’altro la quantità straordinaria di combinazioni variabili (destinazioni storico-artistiche: Romane, Greche, Veneziane; destinazioni balneari famose: Rimini, Dubrovnik, il Salento ecc.; destinazioni naturalistiche: Delta del Po, costa Albanese ecc…).

“Fare dell’Adriatico un bacino il più possibile unito e interconnesso e valorizzarne i prodotti turistici promuovendoli e commercializzandoli in modo coordinato, in particolare rivolgendosi a quei potenziali turisti che vivono lontano da noi e possono pensare più facilmente alle piccole distanze che ci separano e apprezzare le buone pratiche di mobilità che esistono fra le nostre sponde e sulle nostre coste”: questo lo scopo comune che si legge nel documento presentato dai partners. Che aggiungono: “affermiamo che il turismo rappresenta un’opportunità di sviluppo corretto perché i moderni viaggiatori desiderano vivere esperienze reali, paesaggi non artificiali, incontrare comunità che vivono la loro quotidianità genuina, col loro cibo, con la loro cultura”.

Per questo, sottolinea la parte finale del documento, i partners condivideranno in futuro il “percorso di sviluppo della intermodalità sostenibile, avviata con Intermodal, introducendo progressivamente modalità di prenotazione integrata di servizi turistici e di mobilità, ingressi in musei e siti rilevanti, visite alle città d’arte e luoghi naturalistici, in tempo reale e in modo interconnesso”.

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