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Progetto Lauter, sabato 28 aprile il concerto del quintetto formato da Alexandra Conunova, Nicola Bruzzo, Georgy Kovalev, Alexey Stadler ed Enrico Pace

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Da ufficio stampa Ferrara Musica

Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ore 20.30 – Ferrara Musica propone un bel concerto cameristico, che costituisce il coronamento del Progetto Lauter. Protagonista sarà il quintetto formato dal violinista ferrarese Nicola Bruzzo e da musicisti di primissimo piano a livello internazionale: Alexandra Conunova al violino, Georgy Kovalev alla viola, Alexey Stadler al violoncello, Enrico Pace al pianoforte.
Il progetto Lauter è il “bis” del Progetto Tonali, che nella passata stagione di Ferrara Musica è stato proposto per la prima volta in Italia e con grande successo. Un’iniziativa che riesce nel difficile intento di avvicinare i ragazzi delle scuole superiori alla musica classica grazie a una formula semplice quanto efficace: coinvolgere attivamente i giovani nell’organizzazione dei concerti, per creare un pubblico consapevole e partecipe, stimolare tra i ragazzi curiosità e attenzione nei confronti di un mondo considerato spesso molto distante.
Il progetto è cominciato a marzo, e ha coinvolto gli studenti del Liceo Ariosto, del Liceo Roiti e della Smiling International School, che sono stati formati per costituirsi in gruppi di lavoro autonomi, capaci di preparare, promuovere e gestire uno spettacolo o un concerto dal vivo. Sono state fornite agli alunni dei tre istituti le basi del managing e della comunicazione culturale, per farli diventare i curatori degli eventi performativi che si sono tenuti nei giorni scorsi nelle tre scuole e per lo stesso concerto finale di stasera, che anche questa volta come già nella passata stagione fa registrare il sold out, a dimostrazione dell’efficacia del progetto.

Il programma musicale propone in apertura una composizione giovanile di Beethoven, il Duo per viola e violoncello “con due paia di occhiali obbligati”, scritto per l’amico Nikolaus Zmeskall von Domanowecz, funzionario della Cancelleria di Corte e abile violoncellista per diletto. Essendo Beethoven stesso un violista esperto, probabilmente la composizione era stata pensata per essere suonata dai due. Il titolo allude scherzosamente al fatto che entrambi portavano gli occhiali, senza dimenticare che in alcune lettere il compositore ironizzava sulla difficoltà visiva dell’amico. Si prosegue con la Serenata in do maggiore op. 10 per trio d’archi di Ernst von Dohnányi, che si colloca nel solco tracciato oltre un secolo prima da Mozart e da Beethoven pur presentando in maniera evidente lo stile proprio dell’autore, che in quest’opera espresse per la prima volta il suo linguaggio ricco di elementi della tradizione ungherese.
Chiude il programma il Quintetto per pianoforte n. 2 in la maggiore op. 81 di Dvořák, scritto nell’arco di meno di due mesi, tra il 18 agosto e il 3 ottobre del 1887. Tra le opere di musica da camera più eseguite al mondo, è di gran lunga il più noto dei due Quintetti con pianoforte composti dall’autore nella stessa tonalità di la maggiore; se il primo, op. 5, datato 1872, si inscrive ancora nell’orbita classicheggiante di Mozart, questo se ne allontana in direzione di una più efficace integrazione tra elementi romantici e folclorici.
Biglietti da 5 a 19 euro. Il giorno del concerto last minute dalle 19.30 (da 15 a 20 euro); speciale giovani entro i 30 anni: da 4,5 a 9,5 euro; giovani entro i 20 anni, 9 euro.
Info: tel. 0532 202675 – www.ferraramusica.it

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