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Programma politico della Nuova Democrazia Cristiana per le elezioni amministrative del Comune di Ferrara ad aprile 2019

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Nuova Democrazia Cristiana

Dal dopoguerra Ferrara è stata amministrata ininterrottamente dal PCI (che poi di volta in volta si è nascosto sotto varie altre sigle, fino ad autodefinirsi Partito democratico – dove di democratico c’è pochino) usando di volta in volta vari alleati di comodo (i peggiori in senso assoluto, i cosiddetti cattolici di sinistra).
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: degrado, disordine, paura, sporcizia e miseria. Per la giunta comunale sono solo percezioni; per i ferraresi sono uno stato insostenibile di vita che accomuna nell’ira contro chi siede in Municipio cittadini che hanno aderito a tutte le forze politiche.
Questa sarà la volta buona per mandarli a casa a “calci nel sedere” per le responsabilità enormi del PD sia in campo locale che nazionale. La prima cosa che vogliamo fare è quella di riparare la miseria prodotta dal crollo della Cassa di Risparmio, con un buco di oltre mezzo miliardo di euro volatilizzati, innanzi tutto per colpa di chi ha amministrato la banca in modo criminale (come ha detto il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Bologna) che per le azioni politiche scellerate del governo PD e l’inerzia del PD che reggeva il Comune indifferente di fatto al danno prodotto a 28.000 azionisti. Certo di chiacchiere il Sindaco e soci ne hanno fatte tante, ma dopo aver goduto per anni delle elargizioni della Cassa e della Fondazione, nulla hanno fatto in concreto per aiutare i truffati creditori della banca. I rimborsi vanno fatti e non promessi proprio da chi li ha causati.
Questa lista civica intende dentro il Comune proseguire l’azione di chi, in lista con noi, da solo ha lavorato per tutelare i risparmiatori; ha denunciato subito la mala gestio nelle assemblee, nei consigli, alle autorità giudiziarie, alla Banca d’Italia, alla Guardia di Finanza, sulla stampa, sulle TV e sul web. E mentre lui dava battaglia contro la gestione del sistema Cassa, il sindaco Tagliani, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2016 – 2018 del Comune di Ferrara si rammaricò di non aver detto quella parola che potesse essere utile ad ”isolare” il disturbatore e pensò di rimediare a tale omissione con una sorta di “chiamata alle armi” del popolo ferrarese contro di lui, reo di aver allargato le responsabilità anche a chi rifilava ai clienti azioni che erano carta straccia spacciandole per oro. Anche in quella occasione Tagliani credeva di avere a che fare con un popolo di pecoroni? In verità il disastro della Cassa di Risparmio è imputabile a tanti ma gli unici che pagano sono i truffati: ebbene questi non mollano né giudiziariamente ma neppure politicamente.

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