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Proiezioni 23 maggio Doc in Tour

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Da Arci Ferrara

Doc in Tour è una rassegna itinerante promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, unitamente alla Federazione Italiana Cinema d’Essai – Emilia-Romagna, l’Associazione Documentaristi Emilia-Romagna e la Cineteca di Bologna/Progetto Fronte del Pubblico.
Il ricco programma di proiezioni, che sono state ospitate al Cinema Boldini, ha avuto proiezioni multiple e tematiche a seconda della data, e ha visto coinvolte diverse realtà locali.
Martedì 23 maggio si conclude la rassegna cinematografica con una doppia proiezione: l’appuntamento è alle ore 21, orario di inizio delle proiezioni.
In occasione della quindicesima edizione del Festival dei Diritti di Ferrara, per la sezione “Noi-Altri”, verrà presentato per primo il film del regista Filippo Giunti, A seafish from Africa – Il mio amico Banda. Il documentario racconta una realtà locale, quella bolognese, e scopre come l’accoglienza possa diventare una storia di amicizia, di un rapporto di scambio e confronto. Yunisah Banda, ghanese di fede musulmana, lavora con il regista stesso, Filippo Giunti, nel maneggio che gestisce sulle colline attorno alla città.
Banda è in Italia da una decina d’anni, ed è in cerca di un’occasione per aiutare la sua famiglia in Africa: grazie all’offerta del regista Giunti, avrà finalmente modo di dare una svolta alla sua vita. “Ci sono due motivi per cui un africano decide di venire in Italia – ha dichiarato Banda – fare soldi e, se non fa soldi, per fare esperienza. Tra un pesce che nuota nel porto e uno che nuota nel mare qual è quello che conosce il mondo?”, così ha risposto Banda quando gli è stato chiesto come mai avesse scelto di venire nel nostro Paese. L’incontro tra Yunisah e Giulio si evolve nel tempo in un’amicizia tra i due, mentre intorno a loro è tangibile la presenza della comunità ghanese.
La serata al cinema proseguirà poi con Dert, dei registi Mario e Stefano Martone.
Il film racconta la nascita e lo sviluppo della cooperativa Insieme, e di come è stato possibile pensare e avviare la rinascita di un luogo particolarmente delicato. A vent’anni dai tragici avvenimenti che hanno sconvolto la Bosnia, Dert si muove nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra ma non è un film sulle vittime e sul dolore. E’ la testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro. Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi.

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