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Quando capiremo.. Vogliamo difendere la Repubblica italiana meglio di chi ci rappresenta

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Cari concittadini ferraresi,
sentiamo il bisogno di condividere con voi queste riflessioni.
Non ci possono essere mezzi termini. E’ questa una delle crisi istituzionali più gravi dal 1945. Una
nazione si è espressa con un voto e questo voto è stato semplicemente annullato.
I famosi “mercati”, le agenzie di rating e i grandi gruppi finanziari si sono mossi e si stanno
muovendo e si muoveranno con una precisione e un tempismo perfetto. La pressione ideologica e
reale che hanno esercitato e eserciteranno anche sulle alte cariche dello stato è molto forte. Così
forte da muovere ad una serie di errori politici il nostro Presidente. Molti lo ipotizzavano e
sapevano da tempo, ma rivederlo è sempre triste.
E’ in questi momenti che un popolo ha il compito di dimostrare la propria saggezza e
determinazione. Certo quando il cittadino è “costretto” ad essere più consapevole di chi lo
rappresenta la situazione è molto delicata, per non dire grave.
Per prima cosa, pensiamo che l’istituzione in questo momento vada difesa e non attaccata. Nessun
impeachment, non ne abbiamo bisogno. Non certo per difendere l’uomo Mattarella in quanto con le
sue parole e la sua azione ha dimostrato di non aver compreso la questione. Invece vogliamo
difendere il volere della maggioranza, tutelando la minoranza. Questa è la democrazia.
E’ necessario quindi difendere le istituzioni ma non è assolutamente sufficiente. Occorre che noi
cittadini ci uniamo in modo calmo ma risoluto rivendicando la nostra libertà di popolo e il nostro
desiderio di essere democratici. Mattarella ha interpretato “a suo modo” lo spazio istituzionale,
quello che dovremmo fare è cercare di essere più consapevoli e democratici di lui. E dirgli che
siamo pronti a resistere al potere del denaro, alla sua supremazia nei confronti della nostra libertà.
Questi sono i sacrifici che dobbiamo essere pronti a fare. Non i sacrifici che chiede un Cottarelli,
‘uomo di fiducia’ del Fondo Monetario Internazionale, un altro le cui azioni non sono dalla parte
della stragrande maggioranza dei cittadini.
Pensate alla narrazione della stampa quando i titoli in Borsa perdono valore. Cosa dicono? “Bruciati
100 mld”. Non è vero, non è assolutamente vero. Quello che succede è che i “100 miliardi” passano
da una mano ad un’altra. E credo sia un affronto all’intelligenza di chiunque dire in quali mani
passano e/o pensare che in questi momenti tutto questo accade per una legge del “libero mercato”.
Un’altra considerazione: sembra che tutta la nostra vita privata e istituzionale graviti attorno a un
punto, cioè “rassicurare i mercati”. No, noi non voglio rassicurare chi investe in Borsa
delegittimando il nostro voto e danneggiando famiglie e imprese. Vogliamo rassicurare i nostri figli,
salvaguardare il dovere e il diritto al lavoro, rassicurare chi è in situazioni di disagio o vulnerabilità.
E credeteci non c’è alcun nesso tra rassicurare i mercati e rassicurare la nostra vita. Anzi spesso è
inversamente proporzionale.
Quando capiremo che chi controlla l’emissione monetaria e la proprietà delle industrie e del sistema
produttivo di uno stato controlla anche intere nazioni, allora saremo a buon punto. Quando
capiremo che lo stato non è come una famiglia e non ha bisogno dei soldi dei mercati per investire
per il bene del suo popolo, allora potremo salvarci. Quando capiremo che il Debito pubblico è
un’operazione di politica monetaria che serve a tutelare i nostri risparmi, allora i mercati verranno
alla nostra porta e saranno al nostro servizio.
Quando capiremo l’enorme differenza che esiste tra rassicurare i mercati e far prosperare le nostre
imprese, passeremo dall’essere schiavi a una vita libera. Se non lo capiamo la responsabilità non è
di Mattarella (che evidentemente “non ha questa consapevolezza”) ma solo nostra. E questa è una
buona notizia.
Difendiamo la Costituzione, le istituzioni e cresciamo in conoscenza e consapevolezza. Creeremo
insieme un altro mondo. E un Italia in relazione cooperativa con le altre nazioni non solo europee.
Gruppo cittadini economia di Ferrara
gruppoeconomia.fe@gmail.com

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