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Rassegna “Reazione K” – Sabato 14 ottobre Robyn Hitchcock

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Continua la rassegna “Reazione K”, ideata da Arci Zone K, in collaborazione con Arci Ferrara e con il patrocinio del Comune di Ferrara, alla Sala Estense di Ferrara.
Sabato 14 Ottobre arriva una leggenda vivente, Robyn Hitchcock, supportato per l’occasione da Oh Petroleum.
Robyn Hitchcock nasce a Londra nel 1953. Già leader negli anni ’70 di The Soft Boys, debutta discograficamente in proprio nel 1981 con il singolo “The man who invented himself”, primo saggio di una musicalità sofferta, spericolata e surreale che trae ispirazione dal suo eroe Syd Barrett. I primi passi da solista, però, sono difficili: dopo aver inciso un paio di album e contrariato dalle sue esperienze nel business musicale, Hitchcock smette per un paio di anni di fare dischi, anche se partecipa alle incisioni di colleghi come Captain Beefheart e Thomas Dolby. A metà anni ’80 la sua carriera comincia a riprendere la piega giusta: dopo un ottimo disco acustico, “I Oten Dream Of Trains”, forma gli Egyptians (una band elettrica che ricostituisce in parte il nucleo dei Soft Boys) e con “Fegmania!” apre una stagione di prove mature e interessanti: l’incessante ritmo dei concerti live, comunque, viene ben presto ridimensionato in favore di un’attività più tranquilla e diradata. Nell’86 esce il suo album maggiormente imparentato al folk, “Element Of Light”, salutato da lodi sperticate della critica che gli fruttano il primo contratto con una grande etichetta, la A&M.
Negli anni ’90 l’artista ripropone con gusto una formula consolidata e apprezzata anche da molti musicisti, tra cui Peter Buck e Michael Stipe dei R.E.M., ospiti in Perspex Island. Il periodo alla Warner Bros. (ultimo album “Jewels For Sophia” del 1999) chiude senza esiti commerciali significativi il contrastato rapporto con le major del disco; dopo di che Hitchcock torna alla dimensione indipendente che gli è più consona, pubblicando nel 2002 un doppio Cd di cover dylaniane, “Robyn Sings”, e due anni dopo un album acustico, “Spooked”, inciso a Nashville con Gillian Welch e David Rawlings, custodi e rinnovatori della tradizione folk americana.
Le collaborazioni proseguono negli anni successivi con tre progetti discografici, “Olè! Tarantula”, “Goodnight Oslo” e “Propellor Time”, incisi assieme ai Venus 3 alias Peter Buck (R.E.M.), Scott McCaughey (Young Fresh Fellows, R.E.M., Minus Five) e Bill Rieflin (Ministry, Minus 5) e caratterizzati da un suono elettrico di stampo decisamente americano. Un brano contenuto nel secondo dei due dischi, “Up to our nex”, viene incluso nella colonna sonora di “Rachel sta per sposarsi”, film diretto da Jonathan Demme con Anna Hathaway e Debra Winger protagoniste. Con il grande regista americano recentemente scomparso, Robyn Hitchcock collabora in più occasioni, intessendo nel tempo un vero e proprio rapporto d’amicizia, basti pensare al documentario “Storefront Hitchcock” (1998), in cui Demme riprende una singolare esibizione live del musicista in una vetrina a New York.
Nel 2013 pubblica “Love From London”, lavoro che arriva contemporaneamente al sessantesimo compleanno dell’artista. Nell’agosto 2014 esce “The Man Upstairs”. Prodotto da Joe Boyd (Pink Floyd, Nick Drake, Fairport Convention) e registrato nel giro di una settimana, è descritto dall’artista come “un album di Judy Collins che la Elektra avrebbe pubblicato nel 1967”.
Nel 2016 Hitchcock appare nei panni di sè stesso nel serial televisivo “Roadies” creato dal regista Cameron Crowe, incentrato sulla disavventure on the road di una celebre band americana.
L’instancabile e prolifico musicista pubblica nel 2017 la sua ultima fatica, un disco chiamato semplicemente “Robyn Hitchcock” che sancisce un ritorno al pop psichedelico dei primi anni ’90. Prodotto da Brendan Benson (The Raconteurs), l’album presenta un Hitchcock rivitalizzato e vede la collaborazione di artisti del calibro di Grant Lee Phillips, Pat Sansone (Wilco) e Gillian Welch.
Oh Petroleum (che aprirà la serata) è il nome d’arte di Maurizio Vierucci, musicista dall’identità marcata, allo stesso tempo difficile da catalogare e ascrivere a un genere specifico.
Il suono scuro e ruvido del blues ancora riconoscibile negli album precedenti, diventa rarefatto e dilatato negli ultimi lavori di Oh Petroleum, frutto di continua ricerca e sperimentazione aperta anche a espressioni parallele alla musica.
“The Script was About the Enemy” è il titolo del suo nuovo album di imminente pubblicazione. Nel disco si fondono esperienze e ascolti molto diversi tra loro, la passione per Robert Ashley e per David Bowie, per Steve Reich e David Sylvian. La sintesi è un suono cupo, fatto di poche note su un ritmo ossessivo, scarno e impuro. Il senso del testo delle canzoni è intricato e indecifrabile, la narrazione si perde in continua e libera metamorfosi, la voce arriva ora come un’eco lontana ora vicina come un sussurro.
Registrato e missato su dodici tracce, all’album hanno partecipato: Elena Gigante al piano in “The Chaffinch” e Pierpaolo Leo, onde Martenot su “Nothing”.
Valerio Daniele ha curato il mastering presso Chôra Studi Musicali.
L’ennesimo appuntamento imperdibile con la musica internazionale, che continuerà anche con il terzo evento, Lunedì 23 Ottobre, quando sul palco della Sala Estense arriverà da San Francisco un’altro incredibile artista, Mark Eitzel.
La biglietteria per il concerto di Hitchcock aprirà alle ore 20, il concerto inizierà alle 21 precise. Dopo il concerto la grande festa continuerà al Molo di Via Vignatagliata con dj-set a tema e sorprese fino a notte fonda.

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