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Ravenna: Cts solleva una enorme gru grazie a una tecnica innovativa, che riduce i costi e garantisce maggior sicurezza e precisione

Tempo di lettura: 2 minuti

da: organizzatori

Nuova importante operazione per CTS, il consorzio di Roncalceci specializzato in trasporti di grandi dimensioni e sollevamenti eccezionali.

Nel corso di un’operazione che ha visto il suo momento di conclusione al Terminal Sapir di Ravenna – l’imbarco su nave di un’enorme gru di bordo del peso di 285 tonnellate prodotta da Heila Cranes – il consorzio ravennate ha curato alcune fasi fondamentali dell’operazione, ovvero il sollevamento della gru presso il cantiere di assemblaggio e il trasporto fino al Terminal.

Un’attività particolarmente delicata: prima di essere trasportata in porto, infatti, la gru andava alzata per intero, compreso il basamento di collaudo su cui era posta (per un peso complessivo di circa 360 tonnellate), e caricata sui 22 potenti assi semoventi impiegati per il trasporto, per permettere quindi la parziale rimozione del basamento stesso (la definitiva rimozione è poi avvenuta in porto).

Il sollevamento è stato fatto con una tecnica innovativa, interamente studiata dall’ufficio progettazione di CTS, che ha visto l’impiego di speciali cavallette idrauliche denominate “gantry system”, poste sulla sommità di un complesso di torri, così da permettere di raggiungere l’altezza di lavoro necessaria: 18 metri.

“Questo sistema ha permesso di lavorare con sicurezza e precisione maggiori rispetto alle tecniche tradizionali, riducendo allo stesso tempo i costi dell’intervento – spiega Marco Melandri, vicepresidente di CTS –. L’intera operazione ha comportato circa due settimane di progettazione e altrettante di realizzazione, tra predisposizione delle strutture, sollevamento e seguente smontaggio, permettendo nel frattempo ai tecnici di Heila di completare gli ultimi ritocchi necessari all’impianto”.

Per CTS si è trattato anche di un cambiamento di rotta: l’ambito operativo di questa gru non è infatti il settore oil and gas – abituale settore di intervento – bensì quello delle energie alternative, visto che il suo utilizzo riguarderà la stesura di cavi che portano sulla terra ferma l’energia elettrica prodotta dalle pale eoliche posizionate in mare aperto.

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