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Replica del sindaco di Comacchio Marco Fabbri – Assemblea sindacale del 9 ottobre 2019

Da: Segreteria Generale Comune di Comacchio

Con riferimento agli articoli apparsi in data odierna, arriva puntuale la replica dell’Amministrazione Comunale.
“Le assemblee sindacali si possono svolgere sia durante l’orario di lavoro che al di fuori.  Quella svolta ieri in orario di lavoro – afferma il Sindaco Marco Fabbri – è sembrata più uno <> che non una vera e propria assemblea. Il CCNL del 2017 sulle prerogative sindacali, difatti, prevede che “i dipendenti pubblici hanno diritto di partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali in idonei locali concordati con l’amministrazione, per 10 ore annue pro capite senza decurtazione della retribuzione”.

Per le assemblee sindacali, inoltre, esistono anche delle regole ben precise su chi non può partecipare alle riunioni suddette e il datore di lavoro (dunque l’Amministrazione Comunale) è il primo escluso potendo prendervi parte solo su invito del personale, invito mai pervenuto.
“È da metà luglio – prosegue il Sindaco- che la delegazione di parte pubblica, con ben tre note di invito alle OOSS completamente disattese, attende di sedersi a un tavolo per proseguire il confronto rispetto ad uno stato di agitazione per il quale non si conoscono le reali motivazioni. Ad oggi le ragioni note sono poche o nulle se non che << i dipendenti lavorino troppo>>, affermazione che lascia il tempo che trova. Sono consapevole che il Comune di Comacchio ha fatto passi da gigante in questi anni anche grazie al lavoro di tanti dipendenti che, nonostante le leggi nazionali abbiano posto tanti paletti sui turn over, hanno continuano lavorare alacremente osservando, tuttavia, l’orario previsto dal contratto collettivo nazionale ovvero 6 ore al giorno”.

“Il problema – continua il Sindaco – non è trovare un accordo, perché con il contraddittorio si può risolvere ogni problema, ma superare il muro contro muro che i sindacati hanno eretto durante l’incontro con la delegazione di parte pubblica abbandonando il tavolo delle trattative.
Su una cosa siamo pienamente concordi, non possono trovare un dialogo alcune richieste insensate, come ad esempio, la richiesta dei sindacati di ignorare i rilievi e le illegittimità espresse dal MEF nelle passate settimane, di incrementare il fondo del salario accessorio senza criteri oggettivi e destinare maggiori risorse da distribuire “per evitare di intaccare il salario accessorio del personale dipendente” (nota OO.SS. del 05 luglio 2019).  Da parte nostra c’è tutta la volontà e la disponibilità ad ascoltare le diverse proposte e le loro motivazioni per arrivare ad una intesa con i lavoratori, diversamente è legittimo che i dipendenti esprimano il proprio pensiero anche attraverso uno sciopero.
Riporto però il pensiero comune di tanti cittadini perché sono dispiaciuto di vedere gente insoddisfatta quando non dovrebbe esserla. Quotidianamente prendiamo in carico nostri concittadini che chiedono lavoro, che faticano ad arrivare a fine mese, che hanno lo sfratto esecutivo. Ogni dipendente ha il diritto di esprimere il proprio pensiero – dice il primo cittadino – ma sono sincero: mi dispiace vedere la gente insoddisfatta quando non lo dovrebbe essere.

“In queste settimane, elaboreremo anche la proposta di assunzione di personale 2020/2022. In questi anni abbiamo avuto tante cessazioni che abbiamo sostituito nei limiti di legge. Certo che comunque definire sottorganico un Comune con quasi 200 dipendenti e una spesa che supera gli 8 milioni di euro per le spese di personale, mi sembra altrettanto discutibile.  I dipendenti comunali dicono di voler dare un miglior servizio ai cittadini poi proclamano lo sciopero: in questo modo il servizio non solo non è migliore ma viene tolto del tutto. Nelle prossime settimane intendiamo anche svolgere un’analisi sulla customer satisfaction dei cittadini rispetto alla qualità dei servizi, ma anche del contatto diretto con i cittadini perché è giusto comprendere come migliorare a 360° il servizio pubblico. Vediamo – conclude il Sindaco- se veramente c’è intenzione di riaprire il confronto o meno al tavolo della delegazione trattante fissando immediatamente una data”.

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