Home > ACCORDI - il brano della settimana > Ricciole per lanterne

E così alla fine è successo.
Quella serie che ha dato il nome a un’intera categoria di film ha accolto a braccia aperte la SPAL.
Io di calcio non so una cippa ma devo ammettere che un po’ sono felice.
Anche se purtroppo mi sono perso questo momentone perchè ero momentaneamente all’estero.
Da antropologo dilettante devo dire che il tutto mi incuriosiva molto.
Avrei potuto fare cose ben più interessanti di un Hunter S. Thompson o di un Ernesto De Martino.
E lo dico senza falsa modestia perchè sono un ragazzo sobrio, mica un fattone/beone come Hunter.
E perchè è facile fare l’Ernesto De Martino e sguazzare in quella roba esoterica della Mutua che adesso poi, diciamocelo, è anche un bel po’ inflazionata.
Ormai lo legge anche mia nonna, è un incubo.
Persino dal ferramenta mi attaccano le pezze su Ernesto De Martino.
Ma ci rendiamo conto?
Così, per riequilibrare il cosmo, tocca a me (!) attaccare le pezze sulla SPAL al ferramenta.
E il ferramenta di solito sembra spaesato ma per fortuna adesso è arrivata la serie B a levarmi ‘sto fardello.
Quindi basta con questa Italian Occult Psychedelia: il futuro è Alfio Finetti + il Trionfo + le ricciole + il pasticcio + i cappellacci e i Nutty Boys.
Che tra l’altro è anche un gran nome per una band.
O almeno è molto meglio di quella roba che va adesso.
L’antropologia deve ripartire dal Trionfo, da Alfio Finetti e dall’eterno dilemma: di pane o di sfoglia?
Questo è un campo aperto che reclama studiosi bisognosi di avventura.
E io lo dico con orgoglio, io sono uno di questi studiosi.
Quindi, cari antropologi della domenica, venite qua a Ferrara che avrete da divertirvi.
Ma basta, è meglio se mi fermo che poi come sempre scambio ricciole per lanterne.

A ‘sto punto tre cose mi starebbero a cuore:
1) Cogliere la palla al balzo e imporre al mondo Alfio Finetti per il pezzo del giorno.
2) Completare il celebre “Forza SPAL” con l’ancor più celebre “*** maial”.
3) Non posso rivelare niente, è un progetto molto occulto.

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Al Condominio di Alfio Finetti

Per il punto 3 quindi TOP SECRET.
Per il punto 1 penso di avercela fatta.
Per il punto 2 invece sono assai triste.
Ma c’è poco da fare.
Devo comportarmi da ometto e fare come han fatto quelli di quel supermercato in centro, optando per un più digeribile ZIO MAIAL.
È tutto vero.
Se non ci credete passate per Mazzini e osservate voi stessi.
Mi sono anche fatto fare una foto per immortalare questo sacrosanto momento di isteria collettiva.

È un momento di isteria collettiva che tange anche chi di calcio non capisce una Mazza.
Tange persino il sottoscritto che attualmente è all’estero e, ovviamente, di calcio non capisce una mazza.
Quindi per il pezzo del giorno l’avrei potuta fare facile e cacciare su l’Inno della SPAL di Finetti.
Ma non è l’Inno attuale.
E allora meglio, perchè così possiamo veramente estendere questa bandiera di isteria alla collettività.
Ma alla collettività per davvero.
E allora via con un pezzo che non ha bisogno di presentazioni.
Un pezzo che un giorno romberà fortissimo persino dentro al Grand Ole Opry, fidatevi di me.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

 

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano.

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