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Ricostruzione, definiti i criteri per la riduzione dei Comuni del “cratere” e per il riparto delle risorse aggiuntive assegnate dal Governo per le opere pubbliche

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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Il punto oggi nel Comitato istituzionale sisma convocato dal presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini. L’assessore Costi: “Ci sono i dati oggettivi per restringere il ‘cratere’, un segnale forte a testimonianza che la ricostruzione procede”.

Bologna – Definiti i criteri per ridurre i Comuni del “cratere” e quelli per il riparto delle nuove risorse finanziarie, 130 milioni di euro, assegnate dal Governo per la ricostruzione delle opere pubbliche, l’aggiornamento delle “Linee guida” sulle ordinanze commissariali nonché l’aggiornamento su emendamenti in discussione sul decreto “Milleproroghe”.
Sono questi alcuni dei temi affrontati nel corso del Comitato istituzionale e di indirizzo per il terremoto del 2012 (costituito dai sindaci dei comuni colpiti) convocato oggi a Bologna dal presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini.
Durante la seduta sono stati analizzati i criteri per la riduzione e rimodulazione dei comuni rientranti nelle diverse tipologie di danno del cratere ai fini della gestione delle misure e degli interventi messi in campo dal Commissario delegato. «Diversi Comuni del “cratere”, così come definito dalle norme nazionali, hanno pressoché completato la ricostruzione privata e pubblica. Alcuni – ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive con delega alla ricostruzione post sisma Palma Costi – hanno terminato la ricostruzione privata e rimane ancora qualche aspetto di quella pubblica. Altri, invece, sono impegnati su quote importanti di ricostruzione privata e pubblica: su questi Comuni vogliamo concentrare gli sforzi maggiori per accelerare la ricostruzione di abitazioni e imprese. Ci sono i dati oggettivi per restringere il “cratere”, un segnale forte a testimonianza che la ricostruzione procede, come peraltro confermano gli oltre 2,5 miliardi di euro già concessi di cui 1,3 miliardi di euro già liquidati per la ricostruzione privata di imprese e abitazioni».
Per quanto riguarda i criteri generali per il riparto delle nuove risorse finanziare (130 milioni di euro) assegnate dal Governo per la ricostruzione delle opere pubbliche, è stato indicato che saranno suddivise per circa il 55% a enti locali e Regione per opere pubbliche, il 30% per gli edifici religiosi e il 15% ad altri enti.
Sul fronte scadenze, resta confermato il termine per la presentazione delle domande per le attività produttive al prossimo 31 marzo 2016 (le imprese agricole hanno già terminato l’iter di presentazione al 30 giugno 2015), mentre per la parte abitativa è ora allo studio un’ipotesi per portare la scadenza di presentazione della domanda, solo per le prime case, al 31 dicembre 2016.

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