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Rinascimento e barocco ferrarese nella mostra sugli Este alla Venaria Reale

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Tempo di lettura: 3 minuti

di Salvatore Billardello

Ridare lustro al periodo estense tra Cinquecento e Seicento e insieme riportare in vita opere distrutte dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012. Sono i due grandi obiettivi della mostra “Splendori delle corti italiane: gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena”, organizzata dalla Reggia di Venaria a Torino in collaborazione con la Soprintendenza di Modena e la Galleria Estense, dall’8 marzo al 6 luglio nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria. Il curatore e soprintendente ai beni storici e archeologici di Modena e Reggio Emilia Stefano Casciu ha costruito per l’occasione un percorso espositivo in nove sezioni che, attraverso capolavori notissimi e opere meno conosciute di Cosmè Tura, Dosso Dossi, Correggio, Tiziano Tintoretto e Velazquez, unisce il Rinascimento della Ferrara di Alfonso I, primo dominio estense, al barocco della seconda capitale Modena e del suo duca Francesco I.
Secondo la sovrintendente ai beni storici e paesaggistici di Bologna Paola Grifoni si tratta “di un’occasione per ammirare le opere d’arte meno conosciute del periodo, in un momento devastante per quanto riguarda l’arte in Italia”. La location scelta è la straordinaria Reggia di Venaria, nominata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità nel 1997, un edificio monumentale che vanta alcune tra le massime espressioni del barocco. “ Questa mostra segna l’inizio di una serie di esposizioni dedicate alle grandi corti italiane” – spiega Alberto Vanelli, direttore della Venaria Reale – “e rientra nella nostra tradizione di organizzare le mostre come fossero spettacoli, cercando di unire insieme il carattere divulgativo e insieme scientifico”.
“Tutto nasce da un atto di solidarietà verso la galleria estense da parte della Venaria”, aggiunge Davide Gasparotto, direttore della Galleria Estense di Modena, che poi chiarisce: “l’obiettivo è il recupero e il restauro di due opere d’arte danneggiate dal terremoto del 2012 che ha colpito i territori emiliani”. Le due tele, provenienti dal Comune di Mirandola, sono La Conversione di San Paolo di Sante Peranda e la Madonna col Bambino e Santi di Annibale Castelli, e di esse si è occupato il Centro di Conservazione e Restauro della Venaria. Qual è stato il costo complessivo dell’operazione? “Abbiamo speso 340.000 euro”, dice Vanelli, “cerchiamo di dimostrare come si possa fare cultura a prezzi accettabili. Ci definiamo una reggia pop”.

[© www.lastefani.it]

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